Dopo le immagini di un uomo sgozzato, quale immagine?

La fotografia, molto più che le parole, ha la forza della visione. Essa esplicita direttamente la violenza e le possibilità insite nella realtà. In questi giorni i video e le fotografie del giornalista sgozzato (questo è il termine corretto) stanno mostrando al mondo la violenza propria dello sguardo religioso piegato all’ideologia politica e contestualmente la potenza dell’immagine e della sua costruzione. Dopo aver visto quelle immagini mi sono chiesto che senso avesse la mia fotografia. Mi sono chiesto cosa potesse significare fotografare un oggetto, un fiore, un particolare, un volto. Dopo aver visto il video e le fotografie di un uomo sgozzato in diretta mi sono chiesto cosa si può mostrare ancora? Che senso ha mostrare immagini di fiori e cieli quando dal mondo anche vicino a noi continuano ad arrivare icone di violenze che non sono compiute da mostri ma da essere umani come me… Se l’uomo non è più ad immagine, che senso ha l’immagine? Perché sia ben chiaro, nell’islamico che sgozzava il reporter c’era l’ebreo che uccideva il palestinese ed il palestinese che si nasconde nelle scuole perché Israele le possa colpire. Ma c’era anche l’americano che dichiara guerra all’Iraq per il petrolio e sovverte il peggiore dei regimi che era però ancora migliore di quello che vediamo. In quella mano c’era l’islamico come il cristiano. C’era ognuno di noi perché ognuno di noi è in potenza un assassino ed un mostro. Dunque perché fotografare ancora. Perché non tacere?

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Forse perché in un particolare, in un azzurro è seminata una speranza?
Forse perché fin quando ci sarà un’immagine qualcuno ricorderà d’essere ad immagine?

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Il mio cuore è attraversato dall’odio e dalla rabbia per quello che ha visto, per la gratuita della violenza. Il mio cuore è però attraversato parimenti dalla speranza.
Questo il senso del mio non tacere.
Non ancora almeno. Perché io sono ad immagine. Per dono.

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34 pensieri su “Dopo le immagini di un uomo sgozzato, quale immagine?

  1. Io non ci trovo più niente di così sconvolgente, ormai.
    Anche quella è realtà, come e più di un fiore.
    Anche il dolore, come la bellezza, può essere immortalato.

  2. Quanto sono vere le tue parole carissimo, però concordo quando dici che fotografare ancora il cielo è anche per speranza, la speranza che ci possa essere ancora qualche cosa di positivo in questo mondo dove dilaga sempre di più la violenza e l’intolleranza!!!
    Non è un chiudere gli occhi davanti a foto così brutali, no è un cercare qualche cosa di positivo che ci aiuti a continuare a credere nella vita, la vita bella, pacifica!!!
    Kiss, Pat

  3. Perché cogliere ciò che c’è di bello nelle cose anche più piccole, come può essere appunto un fiore, ci aiuta a capire che il nostro pianeta non è fatto solo di odio e violenza. Qualsiasi forma di arte impiegata in tal senso fornisce un contributo prezioso al mondo, un messaggio di amore e di pace che spesso riesce a toccare l’animo della gente e quindi non passa inosservato. Non dimentichiamoci che per fortuna esistono milioni e milioni di persone che la pensano come te, che la pensano come noi, e altrettante che si prodigano per fare del bene e diffondere la pace. Credo sia importante non perdere mai la speranza che l’umanità possa progredire, però bisogna avere anche il coraggio di non considerare questa speranza solo un’utopia.

  4. Come sono profonde le tue parole caro Kalosf. Di fronte ad immagini terribili ognuno di noi reagisce secondo la propria sensibilità purtroppo e non tutti ahimè rabbrividiscono. Ecco perchè penso che l’immagine, quella positiva , bella, possa e debba essere continuativa per smuovere , stimolare l’uomo del nostro tempo così arido e violento. E’ attraverso il bello che si può uscire dal buio ed andare incontro alla luce. Scoprire giorno per giorno che la vita donataci è meravigliosa, è essere positivi, è avere speranza e credere in un mondo migliore. Continua a fotografare e testimoniare con la tua arte che si può continuare a sperare. Il tuo messaggio attraverso le tue foto arriva dritto al cuore. Serena notte carissimo. Posso darti un bacino? Isabella

  5. Il tuo discorso fila alla perfezione, ma i mass media fanno il gioco loro…..mostrano i mostri che siamo…e ti meravigli??…no, ragazzo ormai la vita viene concepita dall’orrore, dalla violenza, dalla guerra, dai conflitti…Pertanto nonostante le tue parole siano giuste e profonde, continua a fotografare i cieli, gli alberi e i fiori perchè non c’è rimasto altro come speranza….bisous

  6. Sai io mi sono chiesta delle cose simili e tu hai trovato le parole, il modo di spiegarlo, in maniera per niente banale ma sentita, della rabbia e del dolore che si provano nel sapere di tutte queste cose.. è così difficile trovare una risposta ma sono d’accordo con quello che dici.. la speranza credo vada protetta..

  7. Siamo talmente bombardati da notizie come queste che siamo arrivati ad un livello di assuefazione tale da lasciarci scorrere via la gravità di eventi del genere. Finché ci sarà qualcuno che mostrerà immagini di altro tipo, ben più gradevoli all’animo, vuol dire che varrà ancora la pena di apprezzare ciò che abbiamo intorno e che non tutto è perduto.

  8. di fronte al male è giusto porsi la domanda, è indice di partecipazione, coinvolgimento

    io credo che sia giusto continuare a produrre immagini, ma sopportando l’attrito, la consapevolezza della possibile incoerenza

    la risposta più onesta è non pretendere di averla, la risposta con la R maiuscola

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