Colloqui intimi

Vengo a chiederti il perdono. Non “scusa”, perché non puoi giustificarmi. Puoi solo perdonarmi, puoi solo darmi gratuitamente di esserci nella tua vita. Ho sbagliato. L’ho fatto con la coscienza del mio tempo stanco. L’ho fatto con il rumore dell’oceano nelle orecchie ed il turbamento del cuore tra le mani. L’ho fatto. E non c’è altro.

Non aspetto la tua fiducia. Non attendo che tu possa credermi. Non attendo che tu non mi rinfacci mille volte il mio errore. Non ti chiedo di essere altro da ciò che sei. Vengo con il capo coperto dalla cenere dell’amore che ci siamo scambiati. Se sono tornato è perché riconosco il mio errore e riconosco te. Perdona il mio mondo a pezzi. Perdona la mia inconsistenza. Perdona la mia storia. E prendimi ancora con te.

C’è una promessa, c’è un destino che ci siamo scambiati e che ancora attende noi. Non lasciarmi andare, non lasciarmi nella notte. Perché è notte senza di te e buio, un buio pieno e doloroso. Ho scambiato la luce per le tenebre, le parole vacue per il silenzio. Ho sbagliato. Ma tu puoi salvarmi. Prendi ancora la mia mano, perché è ancora tua e ti appartiene, non guardare al mio male, ma alla tua bellezza, alla verità che tu rechi nel cuore, perché sei tu che hai custodito me mentre io mi perdevo su vie non nostre… Perdonami, perché non conosco altro custode che non te…

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49 pensieri su “Colloqui intimi

  1. Siamo quasi alla fine….chiedere perdono ….mah!! sarà proprio quello che vuoi??? oppure vuoi mettere a tacere la tua conscienza??? Buonanotte Kalosf bisous

    • In ogni caso, jalesh, quanto disposti siamo a perdonare? Il punto è proprio questo. Il tuo ragionamento, corretto, è quello di chi “scusa”. Chi perdona non si chiede più nulla. È la domanda è: quanto siamo disposti a perdonare?

  2. Non per tutti è facile chiedere perdono, nelle tue parole accorate c’è il coraggio di chi ammette di aver sbagliato, di avere commesso una “leggerezza” per poi rendersi conto di quanto sia stata la scelta da non fare. Un cammino doloroso questo dei tuoi colloqui intimi….. vediamo dove ci porterà.
    Bravissimo Sandro.
    Serena notte, Pat

  3. E’ difficile chiedere il perdono, ma quanto lo è perdonare dopo essere stati feriti, traditi, offesi?
    Due lati dello stesso sentimento, tenendo sempre presente che ai capi ci sono due persone.
    “L’unica verità che rimane”
    Ti ho seguito fino ad ora, facendo fatica, lo sai. Ora aspetto la tua verità. O la vita.

  4. Stupendo… assolutamente stupendo…
    Non è facile riuscire a perdonare, né chiedere di essere perdonati:
    a volte ci si trova da una parte, a volte dall’altra.
    Ed è proprio per questo, che dovremmo “essere disposti a perdonare”… perché siamo coscienti (o dovremmo esserlo) di cosa significhi stare dall’altra parte.
    Non è un “baratto”, ma un reciproco scambio: ci si comprende e si perdona…

    Un abbraccio 🙂

  5. A volte fatico a trovare le parole adatte per esprimere quello che susciti. Credo che tu sia un grande artista, di sicuro quello che più è cresciuto fra quelli che conosco. e sempre con nuovi progetti per la testa. E’ ammirevole il tuo fare e talentuoso il tuo riuscire. In bocca al lupo. Sempre!

    • E chi lo sa Tony… Come puoi distinguere con questa chiarezza? L’innamoramento non è un momento dell’amore? 🙂 benvenuto nella compagnia di kalosf 🙂

      • Ciao non lo dico Io, lo scrivono studiosi che hanno passato una vita a studiare i meccanismi dell’amore. Il sociologo Francesco Alberoni fece scalpore con il suo “Innamoramento è Amore” mentre il più recente “Sesso e amore” stravolge ogni certezza. Certo l’innamoramento è lo stato nascente dell’amore ma rasenta la follia è non dura poco più di un anno o due poi in casi rarissimi si trasforma in amore. Qualcuno per rendere l’idea scrive un caso su un miliardo. Su “Sesso e amore” nel mio blog ci ritrovi un paio di post. Mentre il Dott Angelo Bona l’ho conosciuto personalmente.
        Scusa gli errori ma ti ho risposto con l’IPhone
        Buona Vita Tony

      • Ciao Tony, sugli argomenti di cui stiamo parlando (compreso tutta la questione dello stato nascente di cui in altri tempi ero un accanito sostenitore), sono stati al centro della mia tesi di ricerca dottorale. Nel tempo però ho compreso che l’amore è fatto più di incertezze che di certezze, più di bontà che di verità ed è per questo che ritengo ciò che tu hai scritto corretto, ma nello spirito di “colloqui intimi” sospendo il giudizio. E ti ringrazio per il tuo commento e per questo interessante dialogo.

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