Mysterium Fidei

IMG_8511“Mysterium Fidei”, il prossimo percorso che vi proporrò, comporterà una serie di scatti molto elaborati a carattere religioso, colti presso le cappelle del Santuario di Crea e presso vari musei che ho avuto la fortuna di visitare. In alcuni casi le opere filtrate e rielaborate fanno parte della grande tradizione artistica italiana, Moretto, Mategna, ecc…

A questo punto si pone una domanda: è possibile mettere mano alla rielaborazione di opere di questo tipo? E’ lecito modificarle ed in qualche modo “dissacrarle”? E con quale autorità? Ed in fondo, è possibile lavorare sulla bellezza oppure essa è talmente trascendente rispetto agli uomini che deve essere mantenuta intatta, intoccabile e dunque perfino non rappresentabile?

Questo tema, che sembra del tutto irrilevante ha causato vere e proprie lotte di carattere dogmatico, ancor prima che artistico (la Pop Art è un fenomeno tutto sommato recente, l’iconoclastia, invece è molto antico). Battaglie finite con l’affermazione (molto semplificata) per la quale la bellezza è rappresentabile dall’uomo, poichè dall’uomo si è resa conoscibile.

Da qui perciò bisogna partire per comprendere il percorso “Mysterium Fidei” che arricchirà Kalosf per tutto il mese di settembre. Esso è il tentativo di passare dalla bellezza al mistero. Sulla falsariga di “Astr-azioni” (ed in continuità con esso), desidero provare ad andare “oltre” l’opera d’arte, oltre l’immagine. Il mistero per sua natura, infatti, può solo rivelarsi, ma rivelandosi in realtà si “ri-vela”, ossia si vela di nuovo. Quando vediamo un’immagine di un dio, in realtà non stiamo guardando quell’immagine, ma il rimando, l’indicatore che essa costituisce (“in ed oltre” l’esistenza stessa di dio). Tra l’opera e la realtà vi è la stessa distanza che intercorre tra la parola e l’idea. La parola è solo l’immagine di qualcosa che la oltrepassa infinitamente (e non per questo la parola è meno bella di ciò che rappresenta, essa è bella nella misura in cui svolge il proprio compito). L’immagine è perciò immensamente distante dalla rappresentazione, ma ne è anche potente indicatore e manifestazione. C’è un solo caso in cui l’immagine è trasparenza della realtà, ma è un caso talmente singolare che pur essendo alla base della possibilità stessa di rappresentare la bellezza, non verrà in questo post preso in considerazione e discusso.

Tornando a noi ed al nostro “Mysterium Fidei”, perciò, la domanda che ci stiamo ponendo è: può kalosf prendere un’opera d’arte e trasformarla? Può farne uno scatto che infine non ha quasi più nulla a che fare con l’originale? La sua elaborazione, sarà una forma di bellezza (a prescindere dagli esiti estetici) o no?

Se Kalosf può farlo, credetemi, non è per una forma di superbia (che pure a volte non gli manca), ma per quella sua ricerca della bellezza oltre i canoni “consueti”. La sua visione è che la bellezza non sia uno statico trascendere la realtà, ma sia una relazione che è insita nella realtà, anzi è la Relazione che regge tutta insieme la realtà e la dà un senso.

Un amico di Kalosf scriveva in un commento di “Astr-azione” che perfino le teorie scientifiche, da Einstein in poi, sottostanno al criterio della bellezza e tale criterio è in fondo la relazione tra un dato ed il tutto. Non esiste nulla di slegato dal resto. Non esiste nessuno che sia solo. Esiste la bellezza che innerva di se stessa ogni cosa. Perfino il dolore. La Bellezza è la verità del mondo che esso non ha per propria natura, ma perchè essa si è inserita negli arcani movimenti del cosmo decidendo di inabitarli. La Bellezza e l’Amore, infatti, coincidono.

L’Amore non può essere che Bellezza e la Bellezza, essendo Relazione, non può che essere Amore. Qualsiasi altra realtà è destinata a svanire, ma la Bellezza non finirà mai. Non finirà negli occhi di chi ha provato ad amare e non finirà negli occhi di chi ha amato, ma non finirà nemmeno negli occhi di chi non ha voluto amare. In quel caso, il suo desiderio bruciante sarà la condanna. L’estrema, infinita condanna.

Ma la Bellezza sarà la rivelazione di noi che l’attendiamo, quando ogni particella, ogni attimo avrà un suo senso e tutta questa fragilità, il dolore, le gioie, gli incontri, le mancanze, i misteri saranno svelati. Quando ogni mano sarà colmata, ogni lacrima tersa, ed ogni non-senso verrà trasverberato. Allora la Bellezza sarà Bellezza e raccoglierà ogni cosa in sé.

A Kalosf, il compito discutibile, di trasmettere questo senso, “in-ed-oltre” la bellezza di ciò che lo circonda. In questo mese mi permetterò, inoltre, di ri-pubblicare dei post, usciti quasi all’inizio della storia di Kalosf, che avevano come tema proprio quello della Bellezza e manifestano il senso di questo blog sin dal suo inizio. Ne ri-pubblicherò semplicemente la parte “scritta”. Chi volesse vedere le fotografie collegate, potrà andare agli articoli direttamente dal post (cliccando sulle parole iniziali di ogni frase). Al termine di questo percorso, inoltre, si legherà il “Reinvention 2015”, ossia quelle foto di Kalosf che mi piacerebbe riguardare con voi. In quell’ultima fase, inoltre, alcuni post “scritti”, permetteranno a chi segue il blog di riassumere tutti i percorsi di Kalosf (poetico, estemporaneo, ecc…), di modo da averne quasi una visione d’insieme.

…Perchè, vedete, anche Kalosf come qualsiasi altra cosa su questo mondo,  ha un tempo e questo tempo vuole coincidere con la sua ricerca della bellezza, come quella di un cieco che avendola vista una volta, non può poi che vivere attendendo ancora di incontrarla. E facendolo, ritrovare così la Luce…

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38 pensieri su “Mysterium Fidei

  1. Quello che apprezzo di Kalosf è la capacità di creare progetti e di saperli narrare, sviscerandone il senso profondo. Il tuo discorso sulla bellezza mi intriga molto, ma ultimamente sono sempre meno scettica su questa bellezza. Ed è colpa dell’umanità tutta che sta concorrendo a distruggere tutto ciò che ci è stato donato e che mani sapienti hanno modellato per noi. E per mani sapienti intendo gli artigiani, gli artisti, gli scienziati, coloro che sono venuti prima di noi.
    Noi cosa stiamo facendo? Siamo sicuri, con i nostri comportamenti, di contribuire a rinnovare la bellezza? Ad espanderla? Dovrebbe essere questo il nostro compito, ma invece?
    Io non so se le tue rielaborazioni riporteranno la bellezza; di certo so che sono tentativi, prove, sfide e quindi dimostrano la volontà. E forse, a ben vedere, in un mondo così affaticato, la volontà è la vera bellezza.
    Ciao

    • E questo commento ci piace molto!!! E concordo che a volte la bellezza si trova nella volontà (che poi, non è proprio l’amore la forza, il senso della volontà???)

      • Ti sei accorto del mio refuso? L’ho visto ora che mi sono riletta. Ho scritto “ultimamente sono sempre meno scettica su questa bellezza”. Avrei dovuto scrivere “sono sempre più scettica” e invece, vedi? La mia mente voleva dire una cosa e la mano me ne ha fatta scrivere una opposta. Ed è forse perché non voglio arrendermi a questo sfacelo? Perché il mondo è amore e bellezza, come dici tu? 🙂
        Sì, l’amore è la forza.

  2. Un intento notevole e meritevole di lode.
    Come è già stato accennato piú sopra, forse già solo la volontà è sinonimo di bellezza, quale che sia il risultato.
    Sulla possibilità o meno di rielaborare il passato non si discute, si può e si deve fare, per evolversi. 🙂

  3. Mio caro non vedo l’ora di ammirare le prossime opere! 🙂
    “è possibile mettere mano alla rielaborazione di opere di questo tipo? E’ lecito modificarle ed in qualche modo “dissacrarle”? E con quale autorità? ”
    io credo che la bellezza sia un continuo divenire molto soggettivo e che anche l’opera d’arte possa essere fruita in modo diverso ed adattarsi allo scorrere del tempo.
    In fondo chi ci dice che già l’atto di rappresentare l’irrappresentabile non sia stato in qualche modo dissacratorio e contro l’autorità? Non faresti che inserirti in un solco già tracciato con una tua visione personale.
    L’arte deve essere rottura, provocazione, rielaborazione, ideazione, altrimenti è manierismo, buono solo per concimare i campi di patate.

    un consiglio libresco 😉 Il mio nome è Asher Lev di Chaim Potok

  4. Per fortuna che non scrivi spesso, perché sembri un fiume in piena, difficile a volte da controllare con tutti i meandri che si formano, con tutte le parole che esplicitano discorsi davvero profondi, che noi umili mortali non sempre recepiamo appieno. Buon viaggio, l’ennesimo, spero ti porti lontano! E comunque modifica ed elabora tanto alla fine quella sarà un’altra opera, perché avrà seguito un altro cammino!

  5. Ma cosa è la bellezza? La bellezza è ciò che vediamo non con gli occhi di chi la crea ma con i nostri occhi. Non sempre bellezza è ciò che gli altri ci propongono come tale.
    Perchè kalosf non dovrebbe modificare l’opera iniziale? Non la sta manipolando e modificando trasformandola realmente, ma lo fa su un’immagine di quello che realmente è, questo è l’imporatnte; quando si dona un’opera al mondo si vuole che la si rispetti (e su questo siamo sicuri che qui avviene), ma si da la possibilità agli altri di “usarla” in qualche modo, anche il solo guiardare la modifica, perchè non è detto cheio la veda comne la vede l’artista. Le tue elaborazioni, scatti, lo dimostrano, ognuno di noi da di loro un’interpretazione, ne vive un’emozione che non è forse la tua, l’artista appunto. Dissacrare? E’ una parola grossa, troppo per questo percorso, dissacrare è ben altro, è distruggere.

    Questo primo scatto mi fa pensare che il mistero è nella bellezza della Fede.

  6. Mi piace moltissimo come hai presentato la tua prossima serie di scatti elaborati. Tu sai benissimo che io sono per la foto naturale, però non pongo mai limiti a ciò che altri possono fare, per me l’importante è che non si arrivi all’offesa dell’opera d’arte e soprattutto in casi come questo di opere a carattere religioso! Ma so anche benissimo che sei tu il primo a rispettarli 🙂
    Infine, beh che dire, la ricerca della bellezza diventa poi soggettiva e credo che non abbia limiti!
    Ciao ciao, Pat

  7. Ti seguirò in questo tuo viaggio che mi affascina.
    “…come quella di un cieco che avendola vista una volta, non può poi che vivere attendendo ancora di incontrarla. E facendolo, ritrovare così la Luce…”
    E tu troverai la Luce e… io La coglierò.
    Ti sorrido
    gb

  8. Non ho la cultura per poter iniziare una disquisizione sul tema, ma cercare la bellezza in ogni momento è un dono raro. Quando cambia la luce la stessa cosa prende un aspetto diverso…non basta una vita per vederle tutte. Complimenti ottima ideda caro amico

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