Questioni moderniste

Chi pensa che le rivoluzioni partano dai rinnovatori, si sbaglia di grosso. In genere la rivoluzione (almeno quella vera, non certo quella dei parolai), parte dalla tradizione. Anzi, più si è legati alla tradizione e più si corre il serio rischio di essere dei rivoluzionari. Il senso del modernismo sta proprio in questo: riprendendo ciò che è parte di una cultura, di una storia, si va oltre, si genera il nuovo, la bellezza e la si trasforma in vita, in espressione esistenziale. Il mondo va a Barcellona cercando Gaudì. Perchè Gaudì è di moda (ed anche di lui parlerò a tempo opportuno), ma Barcellona non è semplicemente Gaudì è molto di più.

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Domenech i Montaner, Puig i Cadafalch sono i nomi che immediatamente riportano alla mente il colore, la strabiliante trasformazione dell’architettura in qualcosa di morbido e vitale, la reinvezione degli spazi, delle decorazioni create solo al fine di generare bellezza.

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L’uso della ceramica, della vetrificazione, il riutilizzo dei temi naturali, che poi viene ripetuto all’infinito, fino allo smarrimento, la scoperta della diafanità delle figure, la loro trasverberazione nel mare della bellezza e poi la luce, la luce ricercata, amata, usata con sapienza, poichè ogni cosa deve illuminarsi, ogni cosa deve brillare. Il sogno del modernismo è stato quello di penetrare la realtà, di elevarla, di renderla bellissima, eterea, in qualche modo archetipo spirituale.

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A Barcellona, nei suoi palazzi, nelle sue chiese, nei suoi spazi, questo è avvenuto. Ed è per questo che ho camminato con il naso in su. Passeig de Gracia, l’Example, sono solo alcuni esempi di questo splendore che si piega a decorare, a illuminare non solo il privato (che può spendere), ma anche il pubblico, facendo perfino di un ospedale un luogo di luce e di meraviglia (l’esempio del “recinto modernista”, ossia l’Ospedale di San Paolo), un mondo incantato nel quale la malattia, per quanto terribile, trova una sua pace, se non altro nella bellezza e nella negazione della massificazione del sofferente. Ecco il modernismo ha questo effetto estremo: elevare alla bellezza.

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E’ chiaro, l’ultimo modernismo è svuotato dal suo senso, è effimera ricerca manierista quasi, ma a Barcellona il modernismo è potenza al massimo grado. E’ espressione di meraviglia, riscoperta della natura. Mi sia concessa questa affermazione: a Barcellona il modernismo è fede.

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38 pensieri su “Questioni moderniste

  1. Che bello bello questo tuo viaggio, anche dentro di te, a Barcellona.
    E la tradizione ha un valore immenso, sì.
    Grazie, Kal
    Un sorriso
    gb
    Vedo anche io Barcellona come te.
    E mi complimento con te per questo tuo lavoro.

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