Il Regno delle Dodici Porte (3)

Durante i 90 anni della presenza del Padre, lo Splendore venne ad abitare nel recinto del Regno. Ciò avvenne dopo un tempo di tumulti. Nonostante la presenza del Padre, infatti, i cittadini si scontrarono e divisi in opposte fazioni (i pescatori, i contadini ed i signori) iniziarono a darsi guerra all’interno delle mura della città. Furono combattimenti sanguinosi ai quali il Padre assistette chiuso nel suo silenzio. Il dolore per la lacerazione della città che gli era stata affidata, lo colmava di lacrime, ma il suo mandato non gli permetteva di intervenire.

Poi fu la tragedia. In un giorno di settembre avvenne l’attacco finale. Gli uni contro gli altri, armati delle fiamme si scontrarono nel centro del Regno. E la città, come reagendo a tanto odio, implose. Rimasero in piedi solo le mura.

Il Padre uscì fuori dalle macerie ed il suo abito non ne era impolverato. Guardò ciò che restava della città e dei suoi abitanti e così parlò

Verrà il tempo in cui un sigillo di fiamma e cielo verrà posto sul tuo stipite.

E lo porterai sul braccio e sul cuore,

perché il sigillo d’oro e acqua marina ti renderà sicuro tra i regni del mondo.

E non temerai più invasioni e lotte,

perché il tuo santuario, quando la porta riceverà l’ultimo sigillo,

sarà innalzato più in alto di ogni santuario e vivrai nella pace

Fu in quel momento che dal cielo venne un rombo come di tuono e gli abitanti superstiti sentirono un Vento fortissimo soffiare ed invadere la città fin dalle sue fondamenta. Le 11 porte si aprirono tutte insieme, mentre la polvere delle macerie veniva soffiata via con potenza. Poi fu bonaccia. E fu allora che videro ciò che nessuno aveva mai visto: dall’est, lentamente, un globo infuocato si avvicinò alla città. Ne sentivano il calore divorante, come di un fuoco che arde ma non consuma. Potevano vedere le fiamme brillare ed ardere, ma non se ne percepiva l’origine. Il globo si fermò al centro della città, nella immensa piazza dalla quale a raggiera partivano tutte le vie.

Nessuno respirava. Solo il Padre si avvicinò e stese la mano. Dall’alto il globo iniziò a scendere. Lentamente. E mentre scendeva iniziò a brillare meno, fin quando non restò come una luce densa sopra la mano del Padre. Il volto dell’uomo brillava e solo allora i cittadini si accorsero di come egli fosse un inviato dallo Splendere e tutti dinanzi a lui ed al fuoco che sostava sulla sua mano, si inginocchiarono.

“Sia Pace” egli disse. E come in un istante i cuori si sedarono. “Questo è il luogo che lo Splendere, nello Splendore, ha scelto. Qui sarà edificato il Santuario della Profezia. Da oggi in poi Egli abiterà sempre con voi. Ogni giorno, sino alla fine del migrare dei secoli”.

Fu così che dalle macerie della città, con i resti di ciò che era stata, venne edificato il Santuario dello Splendore, come una cuspide verso il cielo. Al suo interno una sola stanza nella quale il globo di luce si lasciò racchiudere, perché il Santuario venne costruito attorno al globo, mentre il globo continuava a sostare nella città.

 

11 pensieri su “Il Regno delle Dodici Porte (3)

  1. “Verrà il tempo in cui un sigillo di fiamma e cielo verrà posto sul tuo stipite./E lo porterai sul braccio e sul cuore…”una profezia…le maiuscole usate mi fa pensare alla sacralità…uil sacrificio che precede la quiete… un globo luminoso che potrebbe essere fonte di dominio (dello spirito)…
    lo stipide potrebbe essere l’inizio del nuovo….
    MI viene in mente tanto leggendo questa storia.

  2. Le animosità si placano quando il globo di luce avanza e il padre ammonisce… un concetto che il mondo dovrebbe adottare… bellissimo il post e meraviglioso lo scatto… bravissimo KALOSF 🙂

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