Il Regno delle Dodici Porte (5)

Dopo quegli eventi seguirono vent’anni di invasioni. Popoli sconosciuti invasero più volte il Regno mentre la Porta Dodicesima restava sempre aperta. In alcuni casi furono i cittadini stessi a richiedere l’aiuto di popoli stranieri. Ma ogni qual volta una nuova razza oltrepassava la Dodicesima Porta si instaurava un regno ed un tempo di dolore e di orrore. Passaggi veloci, razzie, violenze, tutto senza che dal Santuario provenisse alcun segno. Ed i tempi del dolore si prolungavano. La città impoveriva, e mentre accadeva si cristallizzava. Una malattia misteriosa ne aveva invaso le mura e le porte. Come una patina di ghiaccio che iniziava a ricoprire ogni cosa. La città brillava al sole ma non per lo splendore delle sue mura, quanto per il gelo del ghiaccio.

Fu allora che giunse l’Esule.

La sua venuta fu salutata come quella di un possibile salvatore. Negli 8 anni della sua presenza il male della città si bloccò ma l’Esule non era fatto per restare. I cittadini sapevano che non sarebbe rimasto, ne avvertivano l’instabilità. Ed egli non comprendeva il senso del Santuario al centro della Città. Non comprendeva il mistero di quella Luce contenuta in esso. La dodicesima porta intanto continuava a restare aperta e fu nel secondo mese della sua presenza che avvenne la tempesta di sabbia. La più lacerante che mai fosse avvenuta. Il vento cominciò a soffiare con violenza ed iniziò ad alzare le sabbie del deserto. La città fu invasa dalle sabbie, molti cittadini morirono soffocati perché non c’era rifugio alla finissima sabbia bianca del deserto. Si salvarono in pochi ed il gelo intorno alle mura si sciolse. Poi anche l’Esule, come era arrivato, andò via.

 

17 pensieri su “Il Regno delle Dodici Porte (5)

    • Meli: “foto” stupenda; la mia interpretazione è che: i fasci di luce circolari sembano il sole, dietro Marte e l’acqua è quella degli Oceani che sono effettivamente sui pianeti.
      Questo commento esula dal racconto.

    • 🙂 piano piano ci avviamo verso la fine del primo ramo di questa storia che si concluderà domani pur restando aperta… Poi ci sarà un tempo in cui le leggende torneranno a narrare, ma non adesso… Perché ci attende un profumo di “casa”…;-)

  1. Un lento cammino doloroso impervio ….sicuramente ci sarà alla fine un qualcuno o qualcosa che darà un pò di respiro ……speriamo, Bellissimo scatto complimenti buona serata bisous

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