Un anno di noi: Piero e Kalosf

E’ un uomo dalla ricchezza emozionale non indifferente. Lo conosciamo per quella sua capacità di proiettare i sentimenti nelle sue creazioni con stile e garbo che sottintendono un cuore signorile e dall’intensa colorazione umana. Il suo blog ha la caratteristica di descriverci una storia del cuore, una sorta di diario sentimentale attraverso le narrazioni.

Grazie Piero per la tua scrittura. E per aver voluto esserci in questo compleblog.

 

La partitura

Un odore salmastro satura l’aria, dispiegando esotici veli di leggenda e mistero in questa casa, dove il nostro amore visse. Apro una finestra: la fresca brezza marina ravviva istantaneamente polveri ed insetti, invitandoli a danzare festosamente nei raggi di sole che timidamente fanno capolino. Già! Hai ragione. Abbandonai questa casa nello stesso giorno in cui la lasciasti tu, sancendone così la trasformazione in un museo. Lo sai, non so più sorridere, ma dovrei. Perché ci sono ancora i quadri di quel pittore squattrinato e talentuoso che apprezzammo solo noi e la fatiscente poltrona di mia nonna che m’impedisti di buttar via. E sull’attaccapanni dell’ingresso, c’è ancora quell’orrendo tuo soprabito che quasi ferisce gli occhi, quando il suo colore verde tenta di rinascere alla luce del giorno. Sì, proprio quello che nelle fredde notti invernali indossavi, per uscire in giardino a parlare della mia testardaggine ai gatti randagi, facendo eco ai loro miagolii con le tue rimostranze per averti io messa di cattivo umore ma giurando, di fronte alle loro perplesse pupille dilatate, che comunque mi amavi e avresti continuato a farlo.

Giuro, non visiterò nessuna delle stanze di questa casa. Ed eviterò accuratamente soprattutto quelle in cui andarono in scena i nostri slanci. D’altra parte è l’ultima volta che ci vengo. Mi hanno concesso di prelevare qualche oggetto “affettivamente importante”. Così ha detto l’avvocato, sai? E che cosa potrei mai prendere? Un album di fotografie, una boccetta di profumo, un libro, un biglietto? No! Meglio che rimanga tutto al suo posto e che sia la loro ignominia a cancellare le nostre tracce. “Un paio d’ore, non di più”, ha aggiunto lui. Come se uno potesse riuscire in tutta fretta a rimettere assieme i minuziosi pezzi della propria vita, decidendo infine quali conservare. Sono tutti pazzi, amore mio. E da quando non ci sei più, con quei pazzi io non mi sono più ritrovato. Ho perso la luna, dicono. Sono diventato un altro e sragiono, dicono. E forse non hanno torto, concludo. Anche perché non ho mai provato a dargli spiegazioni. Non avrebbero mai capito che senso potesse avere una vita priva di te. Senza quegli occhi azzurri che frustavano i miei sensi come una scossa elettrica. Porteranno via tutto, lo so. Ma la mia anima no, quella non l’avranno.

Mi faccio coraggio, sprofondando nel buio della sala. Ricordo improvvisamente la fioca lampada che usavi quando t’immergevi nello studio, l’accendo e riappare il vecchio pianoforte. Sì, quello su cui, in preparazione di un concerto, ti esercitavi fino a non sentire più le dita. Ecco la poltrona da cui io, privilegiato unico spettatore, mi deliziavo d’ascoltare meravigliose sonate. Quasi rivedo i tuoi lunghi capelli biondi prendere vita all’improvviso come quando, a causa di una piccola imperfezione nell’esecuzione, ti giravi verso di me e mi accusavi d’averti disturbata. Con un sospiro d’amore, forse? – ti canzonavo io. La tua rigogliosa risata stemperava la tensione e apriva le braccia all’amore: la tua arte allora trionfava nei nostri impeti.

Scopro la tastiera. La fila dei tasti è perfetta e armoniosa e profuma ancora di te. Quasi riesco a rivedere le tue dita affusolate che scorrono veloci, spargendo intorno a noi le melodie che rendevano perfetta la nostra vita. La nostra sezione aurea. Così la chiamavi tu.

Do, Do diesis, Re, Mi bemolle, Mi, Fa… lì invece si fermava tutta la mia abilità di toccare quei tasti così magicamente disposti. Tu già sapevi che non sarei mai stato come te ma non rinunciavi. Il tocco delicato delle tue mani sulle mie, nel dolce tentativo di scioglierle, lo sento ancora. Non ti sei mai arresa e non avresti voluto che lo facessi io. Ma è giunto il momento, amore! Fra poco ti riabbraccerò e ti chiederò, ancora una volta, di suonare quel pezzo che ci piaceva tanto, “A blossom fell”, un fiore caduto. Anche tu sei caduta amore, per la prima volta arrendendoti, e ad una canaglia di malattia. Quel giorno, precipitai anch’io. Sarei dovuto correre da te prima, lo so. Scusa, amore, se t’ho fatta aspettare. Ascolta, amore, son pronto: Fa diesis, Sol, La bemolle, La, Si bemolle, Si.

Sarò io a portare a compimento la partitura che il tuo mirabile amore seppe creare.

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50 pensieri su “Un anno di noi: Piero e Kalosf

  1. Wow… un racconto vivo, profondo che si può quasi toccare… come il bellissimo scatto che l’ha ispirato. Complimenti

  2. Magnifico. Mi è sembrato di sentire l’odore del mare attraverso quella finestra e perfino quello della ragazza ancora impresso sui tasti. Scatto e testo sembrano nati l’uno per l’altro!

  3. L’ho letto tutto d’un fiato quasi senza respirare. L’ho riletto, come spesso faccio con ciò che mi piace molto, per ascoltare suoni, scrutare luci e ombre della casa e della stanza.
    Una meraviglia, come la foto.
    Davvero bravissimi!
    Primula

  4. Cari amici sono profondamente commosso per i vostri lusinghieri commenti. La gran parte del merito della riuscita del monologo è di Kalosf che ha saputo scrutare nella mia anima, comprendendo il mio amore per la musica soprattutto quando diventa la colonna sonora di un amore. Grazie Kalosf e ancora grazie a tutti per avermi onorato così tanto. Mi permetterò anche di ringraziarvi singolarmente perché i meravigliosi connubi che stanno scaturendo dalla brillante iniziativa del compleblog, sono frutto della vostra sensibilità. Ciao, Piero 🙂

    • Arrivo a leggere tardi, come al solito, quindi commento direttamenta rispondendo a piero!
      Man mano che leggevo mi veniva la pelle d’oca…. I suoi racconti sono sempre belli e pieni di significato…. Mi piace tantissimo leggerlo! E la foto é molto evocativa. Un’intreccio perfetto! Bravi bravi bravi!

  5. Che racconto denso di immagini ed emozioni!
    Da Piero lo avrei atteso ma mai immaginato tanto bello!
    Piero è un’anima stupenda, limpda, sa parlare al cuore e al cuore fa arrivare musiche meravigliose, a volte dimenticate…
    Ma la classe non è acqua, e Kalosf lo sa e con raffiinatezza ha donato a Piero questa stupenda immagine.

  6. Piero ci vizia ogni volta con la raffinatezza delle sue storie mai sdolcinate ma cariche di sentimento. Qui sembra di sentire le note del pianoforte e l’intensità delle parole è sublime. Le tue foto sono la porta d’ingresso e la cornice più bella.

  7. Ciao caro amico. Ho ringraziato uno per uno i blogger che hanno apprezzato il racconto abbinato alla tua foto, destinando a te meritati, a me fin troppo generosi, commenti. Ma ora è il momento di ringraziare te. Grazie per la tua sensibilità. Grazie per la tua arte. Grazie per il tuo colpo d’occhio. Grazie per i tuoi colori. Grazie di essere qui e di rendere, con il tuo talento, questa comunità più brillante di quanto già non sia. E grazie dell’ospitalità e delle lusinghiere parole spese per me! 🙂 Ciao, Piero

    • Mio caro piero, nessuno di noi è in kalosf a caso. Ciascuno di noi ha un compito di bellezza. È un onore ed un privilegio contribuire insieme anche a te a rendere il mondo più bello, più poetico. Il compleblog finirá alla fine di febbraio, ma la bellezza delle tue storie rimane…ed io ti seguo sempre con assoluto piace. Un abbraccio

  8. L’ha ribloggato su Fotogrammi e Pentagrammie ha commentato:
    Per tutti gli amici blogger che non avessero avuto l’opportunità di leggerlo, ripubblico un racconto ispirato da una fotografia dell’amico Sandro (blog KALOSF). Ho voluto partecipare insieme a tanti altri amici alla celebrazione del compleanno del suo bellissimo blog. Se ancora non lo seguite, fatelo. Kalosf ha il dono di cogliere attimi e fotogrammi non con la vista ma con la profondità dell’anima e l’acume intellettivo. Grazie Kalosf.

  9. Sono qui su suggerimento del “grande” Piero, e ne sono molto contenta, è stato un piacere leggerti ed anche perché In noi c’è un forte desiderio di conoscenza, intesa in questo caso come conoscenza delle persone, come desiderio di allargare l’orizzonte degli individui con cui interagiamo abitualmente. La società ipertecnologizzata di oggi e l’isolamento e l’individualismo cui ci ha portato la società dei consumi stanno facendo rinascere prepotentemente la voglia di relazionarsi, di condividere il nostro quotidiano con esperienze anche molto diverse dalle nostre, di esaltare l’importanza dei gesti di tutti i giorni facendoli assurgere anche a paradigma per chi ci segue al di là del computer. Certo, la possibilità di accedere ai vissuti più disparati avviene a scapito della quotidianità, ma contribuisce non poco, secondo me, ad arricchire il nostro mondo interiore. Perché è vero che su internet si può indossare una maschera facilmente, ma leggendo ogni giorno messaggi e blog devo dire che secondo me esiste una sincerità di fondo che mi ha colpito positivamente.
    Cordialmente,
    Lauraluna

    • Lauraluna, posso permettermi di dirti che considero il tuo commento come il “manifesto” della comunità dei blog? Ritengo che tu abbia espresso nella maniera più efficace ciò che ci spinge a raccontarci. Se sulla base di una conoscenza breve e pertanto superficiale, può esserci iniziale incredulità e perfino diffidenza, ponendosi con la curiosità positiva da te ben espressa, s’accresce piuttosto rapidamente la necessità di approfondire, sapere l’uno dell’altro, confrontarsi, dialogare, superando così i limiti del mezzo tecnologico.
      Grazie di cuore, Lauraluna, e buona lettura di Kalosf.
      Credo che ne sarai entusiasta come ne sono stato io sin da subito.
      Un abbraccio. 🙂 Piero

  10. Ciao arrivo anch’io attraverso il Blog di Piero, e ho l’occasione di conmoscere il tuo, come Piero fai parte di quei blog che io definisco Blog di grandi Autori che si librano più in alto rispetto agli altri e sono di grande arricchimento per chi come me visita e legge,

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