Kavvingrinus – Ili6

Scrive con grande delicatezza Marirò. Il suo blog è garbato e signorile, come la figura umana che intravvediamo nei suoi racconti immaginari o di vita che ci riserva. Nel suo caso, il “Kavvingrinus” è quanto mai particolare. Marirò infatti non ci ha raccontato le sue letture, ma ha fatto qualcosa di diverso. Ci immerge nel suo mondo, nel suo ricordo, nel cuore stesso del suo amore per la lettura, raccontandoci la storia di una bambina e di suo nonno, facendoci quasi sentire la voce dell’uomo e la risposta interiore della bambina. Quasi come se in quel “C’era una volta” ci fossimo tutti noi. Come se iniziassimo a leggere con lei, la storia della sua lettura.

La creazione fotografica che ho scelto per lei è più aniconica delle altre. E’ solo un soffio di luce, come noi fossimo all’interno del luogo preziosissimo del ricordo e, qualcuno d’incanto, ne iniziasse a sollevare la parte superiore, lasciando entrare la luce. Perchè la sensazione è questa: essere stati introdotti in un ricchissimo mondo interiore. Per questo, per questa emozione, grazie Marirò.

Ecco perciò la sua narrazione. A tutti voi l’invito come al solito a leggere i commenti degli esimi colleghi Avvocatolo e Ysingrinus.

 

C’era una volta una bambina che quasi ogni pomeriggio andava a trovare i nonni in un paese vicino. La loro casa era molto bella, con un grande giardino dove c’era sempre qualcosa da scoprire e nuovi giochi da inventare tra i vialetti alberati. Era piacevole stare con la nonna e con la zia in quel posto da favola. Il nonno lo incontrava poco, lui nei pomeriggi lavorava in cartolibreria, e un giorno la bimba fu accompagnata proprio in quel negozio del nonno perché le donne dovevano andare in giro. La bambina fu contrariata per la novità: non poteva sapere che quel pomeriggio sarebbero nati nuovi affetti, nuovi amici, nuove sensazioni, nuove abitudini che sarebbero durate per sempre e che avrebbero indirizzato la sua la vita.

Il negozio del nonno si rivelò anche meglio del giardino: c’erano matite di tutti i colori, giornali, pupazzetti, libri di tutti i tipi, scatole da aprire, album da colorare,…c’era odore di carta, di inchiostro, di tabacco.

Il nonno le permise di curiosare un po’; lei apriva pacchi, pasticciava fogli, sfogliava giornali, spostava gomme e temperini, metteva giù i pupazzetti. Quante cose non conosceva! Chiedeva, provava, annusava, toccava e il nonno, che di bimbi se ne intendeva perché trascorreva le mattine a scuola, rispondeva, spiegava, dimostrava e sorrideva, vedendo gli occhi meravigliati di quella bimbetta di appena tre anni.

Poi, forse per paura che il negozio venisse messo a soqquadro o forse per volerle fare un regalo, il nonno la fece sedere su una piccola sedia dietro il bancone e le chiese di ascoltare. Prese un libro giallo con le scritte rosse e cominciò a leggere…

“C’era una volta un piccolo, brutto anatroccolo…”

La voce del nonno catturò subito la sua attenzione: era sottile, un po’ rauca e mai uguale. A volte si alzava, poi diventava un sussurro, proseguiva pacata, poi veloce, cambiava tono, cantava. Era musica. Ed era tutta per lei.

La bimba guardò il nonno, quel nonno così poco conosciuto sino a quel momento, e lo vide sereno, elegante con quel gilet grigio e la camicia azzurra. Osservò il suo viso magro e leggermente rugoso; le labbra si distendevano, sorridevano, le sopracciglia a volte si aggrottavano. Guardò le sue mani sottili che si muovevano, che indicavano, che accarezzavano la carta e sfogliavano con delicatezza le pagine. Fissò i suoi occhi chiari che seguivano il rigo e che a volte la guardavano.

Pian piano la bimba si concentrò sulle parole, sulle frasi, sulla voce del nonno che leggeva per lei e quelle parole presero forma, danzarono davanti a lei e composero un quadro ricco di forme, colori, personaggi, sentimenti. E lei vide quell’anatroccolo nero, i suoi fratelli, sentì la preoccupazione di mamma anatra, perché lei in quel momento era con loro, in quello stagno…

Non ricorda quanto durò quel primo ascolto, il tempo si dilatò, si azzerò e non fu più percepibile. Su tutto dominava il suono morbido della voce del nonno che leggeva per lei.

Fu un momento magico che si ripetè tantissime altre volte. La bimba preferì, infatti, sempre più il negozio del nonno al giardino delle meraviglie e lui l’accoglieva con gioia: quei momenti piacevano ad entrambi, davano serenità, regalavano affetto, unione, stupore a tutti e due.

A volte il nonno doveva interrompere la lettura perché in negozio entrava qualche cliente e lei si infastidiva, si ingelosiva perché quei momenti erano loro, solo per loro: lei, lui, la sua voce, il libro, la storia, il sogno.

Oggi quella bimba è cresciuta, legge per se stessa e molto spesso legge ad alta voce per i bimbi che l’attendono in aula. Non si sorprende nel vedere sul viso dei bambini lo stupore e la meraviglia mentre ascoltano la sua voce che legge e nemmeno del fastidio che genera il suono della campanella: sono momenti che non amano essere interrotti. Sono l’origine di qualcosa che sta nascendo e che si potrà fortificare nel tempo. Lei questo lo sa bene.

Grazie nonno Pino, la tua voce, che mi ha resa felice lettrice, è sempre in me.

  

 

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36 pensieri su “Kavvingrinus – Ili6

  1. Come se iniziassimo a leggere con lei la storia della sua lettura e, mi viene da dire “la storia della lettura” tout court. E anche la tua foto mi ha colpito molto, è un po’ come un’ostrica, che apre la sua parte segreta a un soffio di luce pur mantenendo sempre una piccola perla scura anche nella parte luminosa 🙂

    • 🙂 Ciao Avvo… Grazie… Se tu sapessi quanto per me è un piacere collaborare con te e con Ysi… E lo devo a te, al tuo coraggio nell’invitarmi in questa storia… Grazie…

  2. Tornerò nel pomeriggio per vedere la fotografia, come sempre hai fatto una descrizione veritiera e precisa della persona, Marirò è davvero garbata e gentile ed è un’ottima insegnante per i bambini che hanno la fortuna di averla! Bellissimo e suggestivo racconto 🙂

    Date: Fri, 26 Feb 2016 07:30:36 +0000 To: silvia-1959@live.it

    • ma che meraviglia…. Vedi mi piace il fatto che attraverso la “collaborazione” di tutti si forma un quadro sempre più completo della persona… Il fatto che insegni ai bambini la dice lunga sulla sua estrema gentilezza nel raccontare…

  3. Tenera dolcissima introduzione al suo racconto di vita. Stupendo bellissimo scatto. Presentazione di Marirò interessantissima di una persona gentile e molto preparata. Complimenti a tutti e due.

  4. hai fatto una introduzione delicatissima ad un ricordo altrettanto intimo e personale. lei non la conosco…
    lo scatto è perfetto…. sai che mi ricorda un po una perla racchiusa nella sua ostrica in un momento in cui si apre al sole e al mondo prima di tornare bella e protetta nel suo di mondo…..

  5. Marirò è una persona speciale e questo racconto lo testimonia. Mi ha riportato l’immagine di mia madre seduta davanti ad Arianna , mia nipote, intenta ad ascoltarla mentre le legge una fiaba. I nonni sono sempre le figure più belle che i bambini non dimenticano mai. La tua foto ,ha ragione intempestivoviandante, ricorda un’ostrica e quello che lei ha detto non merita si aggiunga altro . E’ un commento che mi trova totalmente d’accordo. Isabella

    • Mia cara isabella, adesso ti rivelerò una cosa: in questo kavvingrinus non sto avendo alcun problema a collegare la foto agli scritti, mi viene, spontaneo, naturale. Forse perchè utilizzo l’astrazione che mi permette di condensare ciò che è oltre le righe, forse perchè le letture rivelano l’inconscio delle persone. In ogni caso appena ho letto marirò, mi è subito stato chiaro come avrei dovuto creare lo scatto… 😉

  6. Magnifico scatto 🙂 Lei davvero originale ad aver fatto questa scelta. La storia è molto bella e delicata, credo che i più fortunati possano tranquillamente riconoscersi nelle sue parole.

  7. Stupendo racconto, contiene tutta la meraviglia e lo stupore che solo i bambini e le persone con una grande anima sanno provare. Stupenda anche la foto, con questi due mondi che si specchiano uno sopra l’altro, uno il negativo dell’altro, come il sonno e la veglia, il presente e il passato, la realtà e il ricordo

  8. Mi verrebbe da dire in principio era il verbo…..
    Un racconto meraviglioso che mi porta ad un tempo in cui anche io ero solo una bambina avida di storie da ascoltare.
    L’immagine è il big bang, hai colto davvero l’istante che origina il tutto.
    (❤❤❤)

  9. mamma mia che emozione! Non ho chiaro cosa dire…
    La foto che hai scelto per questo mio personale ricordo è, a dir poco, stupenda perchè, oltre ai sapienti effetti, ai giochi di luce, alle forme morbide, va dritta al plot del racconto che vuole semplicemente dire dell’origine di un innamoramento, quello della lettura, che trova un suo preciso inizio nella voce di qualcuno che legge per te. E quel qualcuno fu mio nonno e a lui devo tutto ciò che poi è seguito in tema di libri, letture personali e percorsi professionali. I libri non scolastici, ma di piacere, sono stati fulcro del mio lavoro di insegnante. Lettori si può nascere, lettori si può divenire se qualcuno sa prenderti delicatamente per mano.

    Quando lessi il tuo invito per questa bella iniziativa che è il Kavvingrinus, senza tanto riflettere, senza leggere bene, pensai immediatamente a questo scritto che anni fa avevo pubblicato nel mio blog e lo spedii senza rileggerlo, dì istinto, come si fa quando a un amico decidi di affidare un pezzettino di te. Leggendo, poi, la rubrica e gli scritti degli altri blogger che mi hanno preceduta, compresi di essere stata frettolosa, di essere forse andata fuori tema, ma ormai era fatta e quindi ringrazio doppiamente te, Avvocatolo e Ysingrinus per aver accolto comunque questa mia e per le belle considerazioni, tue e di tutti i lettori del tuo blog, che la stanno accompagnando.
    L’emozione continua…

  10. È la terza volta che rileggo la storia. E ogni volta scopro dettagli sempre nuovi e affascinanti. Incantevole!
    Rispetto agli altri commenti, sei entrato nell’anima di chi ha scritto, come sempre da ottimo fotografo sai leggere “da dietro”. Come nella tua foto: un essere che si schiude al mondo della lettura e lo scopre scoprendo se stesso.
    Magnifico lavoro!
    E complimenti davvero al trio. Siete fantastici!
    Primula

  11. Dolcissimo racconto … quegli occhi che ricercano le parole le mani del nonno in una fiaba che ha accompagnato la mia infanzia… sono ritornata piccola e mi ha commosso tanto… lo scatto magnifico è superlativo, la bimba e il doppio la donna … complimenti siete bravissimi 🙂

  12. Commentando da Avvo il racconto mi sono astenuta sull’immagine. E qui commento.
    Io c’ho visto il fulcro del sapere che la bambina ha ricevuto dal nonno, quel fulcro si è allargato piano piano fino a diventare un mondo. Il suo.

  13. Pingback: Kavvingrinus | Marirò

  14. Come ho detto da Yzi, Ili6 ci ha presentato un bellissimo pezzo della sua vita… e anche qui, devo dire che è stato “commentato” in maniera stupenda: è uno scatto bellissimo, superbo!

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