…ed è notte… (Fuori percorso)

…Ed è notte nel silenzio che condensa tra le ossa ed il sangue, la realtà resa muta. 
Sono cadute le maschere vitree frammentandosi in cristalli taglienti. Nessuna giustificazione e nessun desiderio. Solo vuoto. E assenza, mentre la realtà annienta gli inganni ed i giochi delle dipendenze. 

Volti nudi dinanzi al fluire del silenzio e nulla tra il fiore e le labbra a baciare. 

Non c’è più implorazione perché latita l’amore disperso nelle confusioni che dibattono la fragilità e le scelte si impongono come lame che lacerano la pelle. 

“Aspettami”… Mentre le mani si sciolgono. 

“Aspettami” mentre si disegna la scia di oceani di lontananza. 

“Aspettami” come ultima parola prima del silenzio… 

E si fa arida la terra mentre il vento dibatte le vele sconvolte. 

Il mondo è fermo attendendo la resa. 

Ed è notte. 

Oceano
Piove sull’oceano piove sull’oceano 

piove sulla mia identità 

lampi sull’oceano lampi sull’oceano 

squarci di luminosità 

forse là in america 

i venti del pacifico 

scoprono le sue immensità 

le mie mani stringono 

sogni lontanissimi e il 

mio pensiero corre da te
remo tremo sento 

profondi oscuri abissi 

è per l’amore che ti do 

è per l’amore che non sai 

che mi fai naufragare 

è per l’amore che non ho 

è per l’amore che vorrei 

è per questo dolore 

è questo amore che ho per te 

che mi fa superare 

queste vere tempeste 
onde sull’oceano 

onde sull’oceano 

che dolcemente si placherà

le mie mani stringono 

sogni lontanissimi e il 

tuo respiro soffia su me

remo tremo sento 

vento intorno al cuore
è per l’amore che ho per te 

che mi fa superare 

mille tempeste

per l’amore che ti do 

per l’amore che vorrei 

da questo mare
è per la vita che non c’è 

che mi fai naufragare 

in fondo al cuore

tutto questo ti avrà 

e a te sembrerà 

tutto normale.

Kavvingrinus – Pensieri Loquaci

Quello che mi ha colpito di Marta è stata l’estrema semplicità. Il suo accostarsi alla lettura segue le fasi altalenanti della vita. Ad ogni gradino un libro ed il contrario. In realtà c’è molto sotto questa apparente semplicità. C’è una ricerca razionale accompagnata dall’istinto. E soprattutto c’è in qualche maniera perfino un’educazione sentimentale (se mi si permette la citazione) che avviene non solo attraverso la vita, ma anche attraverso le letture. Ciò che denota la sua “storia scritta” è una profonda limpidità, un percorso netto che si svolge tra le rive della sua esistenza che va specchiandosi in quanto percepito attraverso la lettura.

Per questo motivo ho scelto la foto che si trova appena sotto, perchè Marta mi da l’idea di una lettrice a specchio, di una persona leggibile attraverso le sue letture, che modifica la sua personalità specchiandosi in se stessa (e nella sua auto-comprensione che appare decisamente profonda) ed assumendosi (e per conseguenza assumendo), ogni parte e colore dell’esistenza. Grazie Marta per aver voluto partecipare a Kavvingrinus

…e adesso, come al solito, vi aspettano i commenti dei miei amici (chissà Ysingrinus che nome mi avrà dato questa volta… Questi giovani sono veramente difficili… Meno male che c’è Avvocatolo che con la sua maturità bilancia ogni cosa…)

  
 

IO LEGGO PERCHE’

Leggo sin da bambina, o meglio da piccola erano gli altri che leggevano per me, filastrocche, fiabe, favole e etichette degli alimenti, si! Perché da piccola i miei genitori tendevano a leggere ad alta voce la maggior parte dei cibi che avrei ingerito di lì a breve.

Poi crescendo hanno smesso.

Le filastrocche me le hanno ripetute talmente tante volte che le ho imparate a memoria, utilizzate poi, successivamente a scuola quando si decideva chi giocava e chi aspettava il suo turno.

Memore di queste esperienze, non riesco tutt’ ora, che di anni ne sono passati 32, ad addormentarmi senza leggere almeno 10 pagine di un libro qualsiasi.

Che poi, qualsiasi non è mai.

Sono profondamente convinta che sia il libro a scegliere me e non vice versa.

Prima dell’ acquisto, di altri per me, dell’ IPad ero un’accanita lettrice di libri rigorosamente cartacei, poi, ho scoperto la comodità di portare una libreria sottobraccio, e mi sono orientata verso l’ acquisto degli ebook.

Ricordo come se fosse ieri, il primo libro che ho letto.

“Io speriamo che me la cavo” libro scritto nel 1990 da Marcello d’Orta, raccoglie temi scritti da bambini in cui raccontano il loro punto di vista verso la camorra, il contrabbando e la prostituzione, questo fu il primo di una lunga serie di libri assegnatomi dalle maestre prima, dai professori poi, che letti e riletti anni dopo hanno assunto un significato diverso.

Crescendo ho spostato l’ attenzione su altri libri, ecco che sono comparsi, “I Porci con le Ali” “Futari H”, la scoperta del sesso per me è avvenuta dopo una fase di ricerca e di applicazione della teoria letta tra pagine di libri.

Arriva l’ amore, ecco che Harmony fa la sua comparsa e con esso gran parte delle collezioni, Rosa, Rossa, Azzurra, abbandono questa collana quando mi accorgo che l’ Amore non è come scritto nei libri.

L’ Amore può anche finire male, qui, entra in gioco Harry Bosch e Kay Scarpetta.

Così come nella vita, anche l’ Amore ritorna, le vendette si mettono da parte e ricomincio a leggere racconti e storie sdolcinate.

Con il passare del tempo riesco a scindere il mondo fantasioso presente nella mia mente dalla realtà, ecco che inizio a leggere manuali tecnici che aiutano nell’ organizzare la giornata, ripulire l’ anima insomma, malloppi pesanti quando due mattoni utili come fermaporta.

Inizio così ad entrare nelle librerie e seguire l’ istinto, scoprendo alcuni autori fino ad allora sconosciuti, ma tutt’ ora attivi ed altri, diventati oramai cenere che hanno scritto opere degne di nota.

Oggi leggo un po’ di tutto.

Dalle etichette degli alimenti perché si sa, ciò che si impara da bambini non si scorda mai, un po’ come andare in bicicletta, alle istruzioni della macchinetta del caffè, da National geographic in inglese, per non dimenticare la lingua a El Mundo in spagnolo, sempre per lo stesso motivo.

Il libro della sera del momento è: “L’ utlimo Abele” il prossimo sarà “Una ragazza come me” e quello dopo ancora “Io amo”.

Nel tempo libero, tra una pausa pranzo e l’ altra, forse sarebbe meglio dire, tra una ricarica della chiavetta internet e l’ altra, compro Cosmopolitan, un mensile femminile, che leggono anche i maschi ( così almeno dicono) che parla di tutto e di più, da dove spesso, molto spesso, non troppo spesso, prendo spunto per gli articoli del mio blog.

Love me like you do… (fuori percorso)

(il suggerimento è quello di leggere il post ascoltando il brano, per introdursi nel mondo emozionale dal quale scaturisce)

C’è uno strano rapporto tra la preghiera e l’amore. Si può implorare Dio ed averne la certezza di essere ascoltati anche senza che cambi nulla nella vita personale. Si può implorare una persona di amarci, ma questo non significa che quel sentimento nasca mai realmente. Il cuore riconosce gli assoluti, ma gli assoluti non possono imporsi. Il regno dell’assoluto è quello della libertà.

Sai che facciamo parte di un progetto più vasto, sai che quello che è accaduto è bello, è corretto, è vero ma questo non ti conduce a riconoscerlo. Ed a chi ama non resta che la silenziosa implorazione, la ricerca di quella persona, di quel corpo. E mentre il desiderio ripone il suo mantello, ci si riscopre ancora in quella preghiera. Come se si fosse giunti alle porte del Regno degli Assoluti e si fosse tornati indietro, mentre il silenzio invade ogni cosa ed il cuore si frammenta nei mille sguardi, attimi, ricordi, perchè l’amore ha la temibile capacità di creare ricordi, di creare spessore ai fantasmi.

Ed è così che un brano lontanissimo diventa vero, assume la sua dignità, non collegato ad una presenza, ma come espressione di un’assenza, come richiamo ad una conclusione. E mentre scende la pace, si diviene preghiera, non perchè la vita personale cambi, ma perchè lo sguardo inevitabilmente si rivolge a ciò che si è vissuto e riposto, nel punto più profondo del cuore, dove si trovano tutti gli amori abbandonati, le storie taciute, gli amori impossibili.

E le mani, mentre lo ripongono, lo accarezzano, ne sentono la setosità e ne colgono la trama, quasi che ancora si carezzasse quel corpo e quella storia. Come si depone il corpo di una persona amata, nell’attesa che un giorno si sollevi dalla tomba, ripieno di vita nuova. Ci si congeda così, con quel linguaggio tutto fisico che dice “ti amo”, mentre nessuno può più udire quelle parole. Ci si congeda lasciando che ogni cosa torni al suo posto, anche se quel posto resterà per sempre vuoto. E nel silenzio si implora ancora “…so love me like you do…what are you waiting for”…

 

Love me like you do (traduzione)

Tu sei la luce, tu sei la notte
Tu sei il colore del mio sangue
Tu sei la cura, tu sei il dolore
Tu sei l’unica cosa che voglio toccare
Non immaginavo che avrebbe significato così tanto, così tanto

Tu sei la sensazione, non mi interessa
Perché non sono mai stata così bene
Seguimi al buio
Lasciati portare oltre i nostri satelliti
Puoi vedere il mondo che hai portato alla vita, alla vita

Così amami come fai, amami come fai
Amami come fai, amami come fai
Toccami come fai, toccami come fai
Cosa stai aspettando?

Ti accendi, ti dissolvi
Sul bordo del paradiso
Ogni centimetro della tua pelle è un santo Graal che devo scoprire
Solo tu puoi accendere il mio cuore in fiamme, in fiamme
Sì, ti farò decidere il ritmo
Perché non sto pensando lucidamente
La mia testa gira, non riesco più a vederci chiaro
Cosa stai aspettando?

Così amami come fai, amami come fai
Amami come fai, amami come fai
Toccami come fai, toccami come fai
Cosa stai aspettando?

Così amami come fai, amami come fai
Amami come fai, amami come fai
Toccami come fai, toccami come fai
Cosa stai aspettando?