Perché la luce aveva generato orizzonti…

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Kavvingrinus – Le Herisson

Le Herisson è giovanissima, molto più giovane di quanto il suo stile e la sua scrittura potrebbero tradire… Ma quel “Geronimo Stilton” la dice lunga sulla sua vera identità e ci racconta di una freschezza meravigliosa, anche se già in buona parte vissuta ed affrontata. Le sue letture sono variegate, ma non moltissimo. Il filo che le accomuna è la razionalità. Niente concessioni alle sbavature, ma un percorso tutto sommato molto “pulito” e preciso, nel quale si può andare a “destra” ed a “sinistra”, ma dove in fondo non si perde mai il legame con il centro, concedendosi curve pericolose e magari mediocri. Se notate gli autori citati ed i libri citati hanno tutti un pedigree molto ben definito. Perfino Liala, non è una scrittrice di romanzetti, ma una signora del genere rosa di altri tempi. La nostra amica, per intenderci, non ha letto un rosa qualunque, ma un rosa d’autore, come appunto la stragrande maggioranza dei suoi titoli. D’autore.


Il suo stile di lettura perciò, nonostante le letture variegate, mi sembra tutto sommato stabile (non statico, ma stabile), per questo l’astrazione con la quale presento la nostra amica, nonostante i processi coloristici e le volute, presenta un ordine di fondo, perchè così deve essere Le Herisson nella vita. Razionale, misurata, ordinata. “una cosa per volta” deve essere il suo motto. Almeno da ciò che traluce dalle sue letture. Sarà davvero così???

(chiedo venia ai miei amici Avvocatolo e Ysingrinus, perchè avevo dimenticato di aggiungere l’invito fondamentale ad andare a visitare anche le loro pagine…)

 

Io e i libri … una storia infinita.
Leggo, si può dire, da quando non lo sapevo ancora fare,  come ho già raccontato in un post.  
Potrei mai dimenticare le avventure di Geronimo Stilton e le altre serie della collana “Il Battello a vapore”?
È con loro che son cresciuta. Serie dopo serie. Ricordo che ogni passaggio al colore successivo (ogni serie aveva un colore secondo l’età dei piccoli lettori), era per me la conferma che “stavo diventando grande”. Un po’ come le tacche sul metro dell’altezza appeso in cameretta.
Il primo libro tutto mio, lo comprai con i soldi regalatimi dal nonno. Avevo poco più di undici anni, allora, mi feci accompagnare in libreria e comprai “Il mago di Oz”. Lo conservo ancora come una reliquia.
Appena adolescente ho scoperto le avventure amorose con i libri di Liala “rubati” alla zia e i gialli di Ellery Queen e Simenon  che trovavo tra gli scaffali di casa.  Non tralasciavo nemmeno le puntatine in biblioteca alla ricerca di nuovi titoli, però eh.
Beh, poi crescendo non ci si accontenta più della sola trama, no?!  S’inizia ad “assorbire” un libro nella sua totalità: storia, autore, messaggio. Si cerca di capire, di sapere, s’impara che leggere non è sinonimo di sognare o svagare ma di scoprire, conoscere, trovare risposte e pormi domande. Sicché ho dato il via alla lettura dei Classici e dei romanzi introspettivi, e lì ci staziono ancora oggi.

Da lettore compulsivo quale sono, trovo difficile fare una classifica dei migliori testi letti: ogni libro lascia un messaggio negativo o positivo nella mente. Tra le storie indelebili nella mia memoria, ci sono:  “Un uomo” di Oriana Fallaci, ne son stata così coinvolta da comprare anche le poesie scritte dal protagonista Panagulis; “Ad occhi chiusi” di Gianrico Carofiglio; “Niente di vero tranne gli occhi” del maestro del brivido Giorgio Faletti.  “Chocolat”  di Joanne Harris e “Colazione da Tiffany” di Truman Capote, due eccellenti trame che la trasposizione cinematografica ha massacrato mortificando il lavoro dello scrittore, il senso della storia, i protagonisti. E ancora: “Il maestro e Margherita” di Bulgakov, “Casa di bambola” di Ibsen, “Il piccolo Principe” di A. de Saint-Exupéry; “La ladra” di M. Tobino; “Memorie di una Geisha” Arthur Golden; “La solitudine dei numeri primi” di P. Giordano; … e molti altri.

Poi ci son dei libri che porto nel cuore. Non li ho scelti io … loro hanno scelto me. Sì proprio così!  Mi han fatto l’occhiolino, mi son saltati in braccio, volevano essere letti da me.  E così che, per esempio, mi son trovata descritta nell’ indole di Renée e di Paloma, le protagoniste dell’ “Eleganza del riccio” (M. Barbery); ho approfondito  il concetto di amicizia in “Le braci” scritto da Sandor Marai; ho conosciuto un autore immenso,  J. Saramago,  con  “L’uomo duplicato” .
Dai, mi fermo qui ma di libri ammiccanti ne ho trovati molti altri e non han mai sbagliato un colpo.

Sarà anche perché evito come la peste le storie d’amore impossibili e i romanzi smielati, sicché non ho un panorama ampio di tale letteratura,  ma trovo che il concetto d’amore più ampio sia espresso in “Notre-Dame de Paris” da Victor Hugo che, per di più, con la sua minuzia nelle descrizioni dei luoghi, mi ha fatto immergere nella Parigi della fine 400.

Naturalmente ci son Autori la cui firma è garanzia e dei quali “assorbo” libri su libri.  Il mio rifugio dopo una serie di “letture a vuoto” è J. Saramago:  uno stile di scrittura diverso in ogni romanzo e sempre appassionanti le sue trame.
A. Baricco: mai banale né ovvio. Le sue sono storie senza tempo né luogo, sono pezzi di ciascuno di noi ed è impossibile non ritrovarcisi dentro.  Lui scava gli animi. Letti tutti, saggi e i Barnum compresi.
Uno scrittore che non leggo, ma “ascolto” come un saggio nonno è H. Hesse: riesce ad incuriosirmi, mi porta ad approfondire gli argomenti, mi appassiona.
Nel gruppo dei preferiti c’è anche M. Prust: candida e poetica la sua scrittura. Leggerlo mi culla. No, non ho ancora letto tutta  “La Recherche”, ma sono a buon punto e intendo continuare … con le giuste pause tra un volume e l’altro.  
A questi si aggiungono: il maestro dell’orrore E. A. Poe, la filosofia dei racconti di Voltaire, l’irriverente fantasioso  S.Benni, la cruda O. Fallaci;  I. Calvino, L. Sciacia, L. Pirandello amati sin dai tempi del liceo. Ma non finisce qui …  

Insomma, autori, generi letterari e titoli a parte,  posso dire che Il Libro è sempre stato il mio antro sicuro dove isolarmi e liberare la mente dalle paturnie o la fonte dalla quale attingere energia positiva. Sì, perché a me leggere ha salvato la vita … ma questa è un’altra storia.