Un anno di noi: Chiara e Kalosf

 

Chiara è qualcuno di particolare all’interno del quadro delle mie amicizie legate a wordpress. E’ un personaggio poliedrico, con una cultura saldamente formata ed una visione umana caratterizzata da quel pregio tutto femminile che la conduce ad occuparsi con passione dei temi sui quali scrive o racconta. Di più. Chiara si racconta. Continuamente. Lo fa in quel che scrive, lo fa mostrando i sentimenti, le emozioni che la attraversano in ogni momento del suo procedere: che stia lavorando, che stia amando, che si stia occupando di qualcosa di sociale o di culturale.

Chiara è una scrittrice non di storie, poesie, ecc… No. Chiara scrive la sua storia, attraverso le sue parole ed attraverso i suoi silenzi. Come in questo caso, come nel caso di questo compleblog, dove la sua presenza è piuttosto un silenzio, come potrete leggere dalle sue righe. A te Chiara, grazie. Grazie per il tuo blog. Per esserci stata l’anno scorso ed aver scelto di esserci anche quest’anno. Grazie. Di cuore.

“È la tua anima benedetta a riflettere tra opache ombre e luci”
Chiara

Quando Kalosf mi ha inviato questa foto per il compleanno del suo blog, questa e non un’altra, ha pensato a me, al mio modo di essere, di comprendere l’amore, aspettandosi, come da richiesta, qualche riga a commento.
Quando io ho ricevuto questa foto ho perso le parole. Un silenzio profondo ha abitato la mia mente, giacchè molto stavo ricevendo da questo ritaglio di intimità. Ho sentito di avere avuto un privilegio da Kalosf, la possibilità di vedere per qualche attimo tra le sue cose, i cassetti, le pagine del suo diario, accolta alla sua tavola. Questa foto è da giorni nel desktop del mio pc, il bianco e nero scintilla e io mi sento a casa.

Non sempre una fotografia può avere una didascalia, e ciò accade quando quello che la stessa fotografia aveva da dire è già stato detto.

Chiara

Un anno di noi: il Compleblog di Kalosf

Quando si inizia a scrivere qualcosa, ad entrare in relazione con qualcuno, non sai dove ti porteranno quelle pagine o dove ti condurrà quella persona. Sai che ci sei, che inizi qualcosa, ma non sai nemmeno se quel qualcosa resterà per te, se ti vestirà, se sarà ciò che avevi voluto.

Tu ti affianchi a quei fogli bianchi, alle righe ancora da scrivere, ad un mondo da scoprire. 

Inizi. 

E’ tutto da iniziare. 

E’ tutto ancora da vivere. 

Poi dal silenzio e dal vuoto cominci ad emergere. Cominci a relazionarti, a creare una rete di relazioni che diventa una storia nella quale le persone si manifestano nella loro verità, anche se non sono altro che immagini, fotografie o avatar. Eppure le conosci, vivi in qualche misura la vita che esse ti lasciano vivere e tu stesso non vivi più semplicemente la tua vita, ma la tua storia diventa parte delle loro e non sai se la fotografia l’hai scattata tu davvero o qualcuno di loro. Se ciò che hai scritto, lo hai scritto tu o qualcuno di loro.

E’ così che un blog non è più uno spazio personale, ma diventa una condivisione dove il contenuto diventa importante quanto i commenti e forse i commenti lo sono ancora di più del contenuto.

E’ così che mi trovo per la seconda volta a voler dire grazie, a voler abbracciare tutti coloro che mi hanno fatto crescere, rendendo possibile la creazione di una rete che sembra avere al centro le pagine di kalosf, ma che nella realtà ha al centro il cuore di tutti coloro che ci sono, che scrivono, che si raccontano ed a volte lo fanno attraverso Kalosf o mediante i suoi scatti.

E’ così che nasce “Un anno di noi 2”, un mosaico di voci, di percezioni e di sentimenti che avete costruito con le vostre composizioni, poesie, racconti e che ci accompagnerà, insieme a tre interviste a tre scrittori e tutta una serie di curiosità, per tutto il mese di febbraio.

Perchè? Perchè sento il desiderio di dirvi grazie. Perchè kalosf è solo un punto della rete formata da ciascuno di noi, da ciascun pixel con i quali veniamo individuati e riconosciuti. Dunque, grazie. Per un altro “Un anno di noi”. Ancora una volta. Insieme.