Colloqui intimi

Vorrei raccontare delle mie insicurezze, del mio mondo di cristallo che si spezza con una rapidità impressionante.

Vorrei raccontare delle mie paure, di quegli incubi che mi assaltano la notte e dei quali non riesco a distinguere l’inizio e la fine anche quando mi sveglio.

Vorrei raccontare della mia solitudine, appeso al ramo della vita, mentre aspetto che giunga il vento finale, quello che mi porterà via ed al quale non vorrò resistere.

Vorrei raccontare che non sono così solido, che ho anch’io un punto di rottura e che questo punto di rottura è bassissimo.

E vorrei raccontare che ho bisogno del tuo amore, che ho bisogno di te. Che vorrei poter stringere il tuo cuore per poter essere stabile, che vorrei abbandonarmi al tuo abbraccio per poter dormire sereno, in queste notti infinite, nelle quali il cielo si stende sulla terra e la terra si ribella al cielo. Vorrei raccontare delle mie passioni infelici, del mio saturare lo spazio con il silenzio che il mio cuore respira.

Vorrei dirti che ho scommesso tutto su di te. Che ho scommesso la vita per te. Vorrei dirti che sarei pronto a rinunciare a molte cose se solo tu volessi. Ma probabilmente non vuoi, non ti interessa. C’è molta passione erotica in me, c’è un mondo di senso che non conosci. Ci sono emozioni che non sai e che potresti non sapere.

Aprimi il tuo cuore. Adesso. Aprimi il tuo cuore ora, che la tua intimità è pronta ad accogliermi. Sono il sesso che si insinua, il fuoco che ti divora. Vieni al fuoco, avvicinati al fuoco e fammi sentire quanta disponibilità hai a bruciarti, a sentirti ardere dentro di me. Vieni pure  qui nel mondo che brucia, non chiedo altro, vieni nel mio inferno, tu che non sei paradiso.

Vieni a bruciarti in questo spazio di desiderio che non conosci perché non sai nemmeno cosa significhi ciò che non sei. Sono la tua sporcizia, il tuo peccato, la tua essenza al contrario. Vieni a prendere possesso di quello che è tuo, ma poi non ti terrorizzare se spaccandosi il mio cristallo, ti si conficcherà negli occhi e ti ritroverai a lacrimare il sangue del dolore.

Vieni qui, ti aspetto. Il cuore aperto. Le braccia pure.

Reinvention: Evoluzioni verticali (estemporanea)

Mi fa piacere postare nuovamente questa fotografia, perchè rappresenta una nuova evoluzione nel percorso di Kalosf. Al titolo od all’inciso legato al tag “filocalia”, si aggiunge una nuova “sezione”, ossia “Estemporanea”. Attraverso questa sezione la fotografia viene congiunta ad uno scritto di natura più poetica, spesso estemporaneo, frutto del momento o dell’ispirazione. Come sanno i miei amici/followers io non scrivo molto, sono anzi di poche parole (anche nei commenti). In queste fotografie invece emerge l’altra parte creativa di me. Spesso anche la più oscura, ossia quella legata ai sentimenti profondi mediati dalle parole.

…È così che la vita ci conduce in verticale attraverso i nostri sogni inquieti fatti di desideri e notte. E sono corpi quelli che ci sfuggono, più densi dei nostri sentimenti. Corpi abbandonati alla morte del senso eppure ancora così turgidi di istinti sommersi… Non lasciarmi andare all’inquietudine. Piuttosto possiedimi. Adesso. Mentre il desiderio sale…

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