Colloqui intimi

Non ti fermerò.

Quando andrai via, non opporrò ragioni per trattenerti. L’amore che ti ho dato, non è più quello che desideri. L’amore che so, è quello che tu non vuoi. Non ti dirò nemmeno “nessuno ti amerà come me”, perché è proprio questo amore che non vuoi, è proprio questo amore che rifiuti.

Vai, ma fammi meno male possibile.

Abbi pietà dei miei giorni di dolore. Io non posso dirti “resta”, ma solo “abbi pietà”. Non c’è nulla che ci lega, lasciami andare. Non darmi spiegazioni che sai che non convincono nemmeno te. Vai via con il tuo silenzio. Hai aperto la porta? Adesso chiudila, ti prego, che c’è fin troppo freddo nel mio cuore e non ho bisogno di primavere anticipate.

Chiudi dignitosamente. Non chiedermi nemmeno scusa. Non importa. Hai finito questa storia. Va bene così. Magari cerca di essere felice. Provaci se vuoi, se puoi. E lasciami la mia parte di dolore. Lasciami il disagio del dolore che lacererà ogni pezzetto di me e di te… perchè adesso è tempo di credere. Adesso è il tempo di credere e di salire a Gerusalemme.

Colloqui intimi

Adesso vado.

Ho deciso. 

Non posso più restare. Non riesco, non posso. Non ti riconosco più.

Non mi riconosco più.

Hai devastato ciò che sono senza che io lo volessi. Ti amavo, lo sai. Sono stato baci e respiri, sul tuo cuore. 

Sono stato amore. 

Ma adesso non sono più nulla. 

Quando ti avvicini a me sento il bisogno di allontanarmi, di mettermi da parte.

Certo. Ci vogliamo bene.

Forse.

Non torno da te, la sera, dopo il lavoro. Torno alla mia solitudine. 

E non ci sono più mani che si incrociano, leggerezze che si cercano. È rimasto il silenzio. 

“tutto bene oggi?” “Si, tutto ok. Tu?” “Tutto bene anch’io”. “Hai fatto più tardi oggi” Si. Ho fatto più tardi, ogni giorno è più tardi, perchè ogni giorno aumento la distanza da te…

Ma come te lo dico che è finita, mentre lentamente, muoio… E non voglio morire… perché vedi, un tempo sarei morto per te, ma adesso non voglio morire di te…