Il Regno delle Dodici Porte (1)

All’inizio, quando il mondo non esisteva e solo il Silenzio governava sul nulla, la Luce rifulse ed era lo Splendente, lo Splesso e lo Splendore. In un solo momento, in uno sfolgorio abbagliante ogni cosa venne creata. E tutto risplendeva della Luce senza che questa potesse attutirsi.

Fu allora, in quel momento che il Regno delle Dodici Porte venne generato nella luce. Ma i tempi millenari dovevano passare prima che esso prendesse una forma. Ai tempi della sua fondazione lo Splesso era già venuto al mondo da quasi due millenni ed ancora si narravano le sue gesta e del suo incontro con Hertom sul colle più alto.

I concreatori  del Regno furono, secondo le più antiche fonti affidate alla memoria degli uomini, Elco ed Alle. Essi erano giunti dopo un lungo camminare alle sponde del Lago della Luce. Erano passati 70 anni da quando avevano iniziato il cammino e nel momento in cui arrivarono sulle sponde del Lago, seppero che quello era il luogo dove edificare il Regno delle Dodici Porte. Allora essi non avevano coscienza di quello che esso sarebbe stato, non ne pensavano la storia. Le cronache più antiche raccontano che essi posero una pietra al centro del perimetro che disegnarono con l’Acqua del Lago di Luce. E finito il loro compito svanirono, così com’erano giunti.

 

Colloqui intimi – L’inizio

Capita a volte di guardare indietro, di vedere nuovamente quello che si è prodotto, cercando di comprendere il motivo di certe scelte fotografiche più o meno sensate. Ed è un po’ come l’amore. Ogni volta sei una persona diversa, ma sei pur sempre la stessa persona. In ogni foto c’è tutta una storia che in qualche modo affidi al web sapendo che quella foto assumerà una vita sua propria. Potrà essere guardata, rubata, modificata, potrà diventare fonte di ispirazione ma anche fonte di fastidio. Così come l’amore. Ogni storia è uguale alle altre ma anche diversa.

Ogni cosa ha un suo senso o forse un altro o forse nessuno. Come una foto, che ha un senso ogni qual volta gli si trovi un’interpretazione, un significato che travalichi e renda vero ciò che non lo è o ciò che solo potrebbe essere… “Colloqui intimi” il prossimo percorso che vi presento, fatto di parole ed immagini ha questo significato. L’entità che vive il colloquio è una sola, ma in realtà potrebbe essere molte persone, divenire “altro” in base alle situazioni che vive o che sta vivendo.

I “colloqui intimi” non sono collegati strettamente al mio vissuto personale. Anzi spesso sono stati immaginati a partire da emozioni che provenivano dall’esterno, con il rischio sempre costante di cadere nella banalità e nell’ovvietà, come quasi sempre quando si parla dell’amore. E’ questo, infatti, il tema di fondo: l’amore declinato nelle sue manifestazioni più svariate, al suo sorgere, al suo finire e nel suo evolversi.

Nonostante i “Colloqui intimi” siano stati scritti di getto e siano nati quasi per caso, sono stati rivisti molte volte ed hanno una struttura fortemente definita al loro interno descrivendo anche la rabbia, le emozioni, il desiderio e l’eros connessi necessariamente con l’amore.

La fotografia, nei “Colloqui” ha seguito la scrittura, nel senso che non precede lo scritto, ma si è conformata in un modo abbastanza complesso, perché il tema non mi “saziava” fotograficamente. Avrei voluto di più. Infine sono giunto ad un compromesso. Un compromesso con Kalosf e con gli scritti. Ed il frutto di questo compromesso (parola tipica anche dell’amore e necessaria all’amore, checché ne dicano i martiri del sentimentalismo) è ciò che vedrete nei prossimi 15 giorni. Le fotografie che vi saranno offerte non sono state tutte create in questa occasione. Alcune provengono da percorsi più vecchi ed essendosi “miracolosamente” salvate dalla distruzione, è con piacere che ve le propongo (dicevo proprio all’inizio che a volte è necessario confrontarsi con il passato). Il percorso, inoltre, non avrà solo le parole di kalosf, ma comporterà parole e suoni diversi. Capirete perchè già da domattina.

Chiedo a tutti i miei followers/amici di criticare, liberamente, quanto si troveranno sotto gli occhi. Soprattutto i passaggi più controversi, anche moralmente tali. Io non ho verità sull’amore. Vi offro solo le possibilità che ho conosciuto (attraverso la mia vita e quelle degli altri).