Colloqui intimi

I was a saint (maybe),

or the most vulgar of sinner.

But I was a man.

You ‘ve watched me as an example

You ‘ve watched me as an example not to follow

And I was a man.

You can touch my heart,

you can touch my sin (if you want).

But you can’t fuck me.

You need to know this

(listen well to what I’m saying):

I’ll be never yours.

  

Colloqui intimi

Vorrei raccontare delle mie insicurezze, del mio mondo di cristallo che si spezza con una rapidità impressionante.

Vorrei raccontare delle mie paure, di quegli incubi che mi assaltano la notte e dei quali non riesco a distinguere l’inizio e la fine anche quando mi sveglio.

Vorrei raccontare della mia solitudine, appeso al ramo della vita, mentre aspetto che giunga il vento finale, quello che mi porterà via ed al quale non vorrò resistere.

Vorrei raccontare che non sono così solido, che ho anch’io un punto di rottura e che questo punto di rottura è bassissimo.

E vorrei raccontare che ho bisogno del tuo amore, che ho bisogno di te. Che vorrei poter stringere il tuo cuore per poter essere stabile, che vorrei abbandonarmi al tuo abbraccio per poter dormire sereno, in queste notti infinite, nelle quali il cielo si stende sulla terra e la terra si ribella al cielo. Vorrei raccontare delle mie passioni infelici, del mio saturare lo spazio con il silenzio che il mio cuore respira.

Vorrei dirti che ho scommesso tutto su di te. Che ho scommesso la vita per te. Vorrei dirti che sarei pronto a rinunciare a molte cose se solo tu volessi. Ma probabilmente non vuoi, non ti interessa. C’è molta passione erotica in me, c’è un mondo di senso che non conosci. Ci sono emozioni che non sai e che potresti non sapere.

Aprimi il tuo cuore. Adesso. Aprimi il tuo cuore ora, che la tua intimità è pronta ad accogliermi. Sono il sesso che si insinua, il fuoco che ti divora. Vieni al fuoco, avvicinati al fuoco e fammi sentire quanta disponibilità hai a bruciarti, a sentirti ardere dentro di me. Vieni pure  qui nel mondo che brucia, non chiedo altro, vieni nel mio inferno, tu che non sei paradiso.

Vieni a bruciarti in questo spazio di desiderio che non conosci perché non sai nemmeno cosa significhi ciò che non sei. Sono la tua sporcizia, il tuo peccato, la tua essenza al contrario. Vieni a prendere possesso di quello che è tuo, ma poi non ti terrorizzare se spaccandosi il mio cristallo, ti si conficcherà negli occhi e ti ritroverai a lacrimare il sangue del dolore.

Vieni qui, ti aspetto. Il cuore aperto. Le braccia pure.

Colloqui intimi – L’inizio

Capita a volte di guardare indietro, di vedere nuovamente quello che si è prodotto, cercando di comprendere il motivo di certe scelte fotografiche più o meno sensate. Ed è un po’ come l’amore. Ogni volta sei una persona diversa, ma sei pur sempre la stessa persona. In ogni foto c’è tutta una storia che in qualche modo affidi al web sapendo che quella foto assumerà una vita sua propria. Potrà essere guardata, rubata, modificata, potrà diventare fonte di ispirazione ma anche fonte di fastidio. Così come l’amore. Ogni storia è uguale alle altre ma anche diversa.

Ogni cosa ha un suo senso o forse un altro o forse nessuno. Come una foto, che ha un senso ogni qual volta gli si trovi un’interpretazione, un significato che travalichi e renda vero ciò che non lo è o ciò che solo potrebbe essere… “Colloqui intimi” il prossimo percorso che vi presento, fatto di parole ed immagini ha questo significato. L’entità che vive il colloquio è una sola, ma in realtà potrebbe essere molte persone, divenire “altro” in base alle situazioni che vive o che sta vivendo.

I “colloqui intimi” non sono collegati strettamente al mio vissuto personale. Anzi spesso sono stati immaginati a partire da emozioni che provenivano dall’esterno, con il rischio sempre costante di cadere nella banalità e nell’ovvietà, come quasi sempre quando si parla dell’amore. E’ questo, infatti, il tema di fondo: l’amore declinato nelle sue manifestazioni più svariate, al suo sorgere, al suo finire e nel suo evolversi.

Nonostante i “Colloqui intimi” siano stati scritti di getto e siano nati quasi per caso, sono stati rivisti molte volte ed hanno una struttura fortemente definita al loro interno descrivendo anche la rabbia, le emozioni, il desiderio e l’eros connessi necessariamente con l’amore.

La fotografia, nei “Colloqui” ha seguito la scrittura, nel senso che non precede lo scritto, ma si è conformata in un modo abbastanza complesso, perché il tema non mi “saziava” fotograficamente. Avrei voluto di più. Infine sono giunto ad un compromesso. Un compromesso con Kalosf e con gli scritti. Ed il frutto di questo compromesso (parola tipica anche dell’amore e necessaria all’amore, checché ne dicano i martiri del sentimentalismo) è ciò che vedrete nei prossimi 15 giorni. Le fotografie che vi saranno offerte non sono state tutte create in questa occasione. Alcune provengono da percorsi più vecchi ed essendosi “miracolosamente” salvate dalla distruzione, è con piacere che ve le propongo (dicevo proprio all’inizio che a volte è necessario confrontarsi con il passato). Il percorso, inoltre, non avrà solo le parole di kalosf, ma comporterà parole e suoni diversi. Capirete perchè già da domattina.

Chiedo a tutti i miei followers/amici di criticare, liberamente, quanto si troveranno sotto gli occhi. Soprattutto i passaggi più controversi, anche moralmente tali. Io non ho verità sull’amore. Vi offro solo le possibilità che ho conosciuto (attraverso la mia vita e quelle degli altri).