Lacustre

La carne poi è trasverberazione.

E’ possibilità.

Essa in fondo, non è sostanza in se stessa, ma apparenza di un qualcosa che sfugge. E non mi riferisco qui all’anima (la carne non è sottomessa all’anima, nè l’anima, qualora esistesse, alla carne), ma a ciò che è il destino della carne.

La grande contraddizione della morte non è infatti l’ultima parola dell’esistente. Il corpo ha un’attesa che lo supera. La sua grandezza non sta nel suo frantumarsi e devastarsi tra le zolle di un silenzioso pezzo di terra.

La speranza della carne è più violenta. E’ immensa. Essa, ogni cellelula, ogni pezzo di DNA sa che la vita non si conclude, che è chiamata, calamitata verso un qualcosa di diverso, non di “eterno” ma di “esistente”. Un prototipo.

La carne è divina. La sua coscienza è la percezione della propria divinità. Iscritta profondamente nel suo esserci nel mondo.

Queste foto, rappresentano allora ancora il superamento della realtà a favore dello spazio della bellezza e della possibilità del nostro camminare carnale nell’Esistente, rendendolo in qualche modo, visibile.

Colloqui intimi

Non ti fermerò.

Quando andrai via, non opporrò ragioni per trattenerti. L’amore che ti ho dato, non è più quello che desideri. L’amore che so, è quello che tu non vuoi. Non ti dirò nemmeno “nessuno ti amerà come me”, perché è proprio questo amore che non vuoi, è proprio questo amore che rifiuti.

Vai, ma fammi meno male possibile.

Abbi pietà dei miei giorni di dolore. Io non posso dirti “resta”, ma solo “abbi pietà”. Non c’è nulla che ci lega, lasciami andare. Non darmi spiegazioni che sai che non convincono nemmeno te. Vai via con il tuo silenzio. Hai aperto la porta? Adesso chiudila, ti prego, che c’è fin troppo freddo nel mio cuore e non ho bisogno di primavere anticipate.

Chiudi dignitosamente. Non chiedermi nemmeno scusa. Non importa. Hai finito questa storia. Va bene così. Magari cerca di essere felice. Provaci se vuoi, se puoi. E lasciami la mia parte di dolore. Lasciami il disagio del dolore che lacererà ogni pezzetto di me e di te… perchè adesso è tempo di credere. Adesso è il tempo di credere e di salire a Gerusalemme.

Immergimi

La mistica ha al suo fondamento la bellezza intesa come espressione dell’amore. Essa non chiama l’uomo ad ascendere, ma riconosce l’attrazione come fonte della relazione. Non è espressione di una ricerca affannosa, ma celebrazione dell’incontro e della relazione

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