Grazie a Ysingrinus (Un anno di noi)

Ci sono personaggi di wordpress che hanno la caratteristica di essere geniali. Molti scrivono delle cose interessanti o davvero belle, altri fotograno o creano con cura, capacità ed eleganza, altri ancora sono dei bravissimi (meravigliosi) divulgatori. Poi c’è Ysingrinus. Fuori dalle righe, accurato in ciò che scrive, capace di riempire il nulla e di farlo con una stile tale, da sembrare quasi che il nulla non sia più nulla.

Non so come mai sia diventato un “amico” di kalosf, ne chi ha iniziato a seguire l’altro per primo. Ma credo che raramente si sono visti tanti commenti di kalosf in un blog che non sia di fotografia o di poesia.

Ysingrinus non si può raccontare. E’ dissacrante ma anche assolutamente banale, profondo ma anche ingannevolmente superficiale.  I suoi post sono leziose perdite di tempo, ma così ben costruite che un suo solo post vale molti approfondimenti intellettuali. In realtà non so bene perchè ne sia così attratto, ma vi suggerisco di leggerlo… Nello scrittore che Ysingrinus nasconde, infatti, c’è più di qualcosa di geniale. Ecco il blog:  https://yziblog.wordpress.com/

Grazie Ysingrinus perchè la tua apparente leggerezza è un’esercizio di stile dal quale imparo ogni volta. E grazie anche per questo tuo testo. Che ho trovato sin da subito bellissimo.

La polvere del tempo

Guardo l’orologio ricoperto di polvere. L’orologio ticchetta e le sue lancette avanzano, la polvere rende l’orologio un pò opaco ma riesco ancora a vedere il quadrante. Secondo dopo secondo le lancette si muovono e la polvere si deposita sull’orologio. Solo io resto fermo a fissare l’orologio e la polvere che vi si deposita sopra. Vedo passare il tempo ma non lo sento passare, questa posizione di osservatore mi colloca al di fuori del tempo, o almeno è la sensazione che provo. Quando ero piccolo mi piaceva la polvere perché la si poteva togliere e ciò che sembrava vecchio diventava immediatamente nuovo, ora invece non ho la forza di togliere la polvere, neanche da me. Sì perché non solo sull’orologio si è depositata, anche sulla mia pelle, sui miei capelli, sui miei peli. Si è depositata ovunque addosso a me. Mentre osservavo l’orologio sono diventato come l’orologio. Chissà se qualcuno vorrà togliermi la polvere di dosso per farmi tornare giovane

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