Il vero Rovina-famiglie

Qualche giorno fa mi sono intrattenuto su una questione interessante, attraverso il post di un blog amico, sulla quale desidero soffermarmi in modo attento e ragionato (in realtà anche ieri mi è capitato di nuovo :-). Dico già che se a qualcuno non interessa la questione famiglia/famiglie ed una lettura “diversa” e “strana” del tema, questo post può essere tralasciato.

Partiamo da un fatto che deve restare alla base di tutto il discorso. Biologicamente, in modo brutalmente biologico, un bambino nasce da un  uomo e da una donna. Ossia da sperma e ovulo. E fino a quando non si giungerà (semmai si giungerà)  ad una evoluzione scientifica tale per cui fare a meno di queste cellule, sarà sempre così. Maschio e femmina sono egualmente necessari per creare la vita. E non è pensabile altrimenti. E questo con buona pace di tutti. In questo senso la famiglia “tradizionale” non solo non è scalzabile, ma deve essere aiutata e sostenuta.

Ma, c’è un ma. Essere gettati nel mondo non significa essere generati alla vita. Nascere alla vita significa che qualcuno ti genera davvero e perché avvenga questa generazione non è necessario che vi siano un uomo ed una donna, ma potrebbero anche esserci due uomini, due donne o addirittura un uomo solo o una donna sola o addirittura un’intera comunità. Nel mondo ebraico padre non è chi genera biologicamente, ma chi impone il nome, ossia chi da un’identità.

Nell’uomo, infatti, esistono due piani: il biologico, quello che ci accomuna al mondo animale e quello che si potrebbe chiamare pneumatologico, ossia quello che ci rende diversi dagli animali (non migliori, ma semplicemente diversi). Tra l’uno e l’altro si pone tutta l’evoluzione dell’uomo da bestia a essere umano, passando per la socialità. Ora per lo pneumatologico la questione biologica è del tutto secondaria. Nello spirito infatti non importa chi “mi getta” nella vita, importa chi “mi da” la vita. Ecco perché un uomo spirituale come il falegname di Nazareth con le sue affermazioni sulla famiglia naturale, non sarebbe molto apprezzato dalle piazze che la difendono.

Un uomo che, ad esempio, arriva a dire “Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli? Coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica”, ha scalzato del tutto il diritto naturale della famiglia e ne ha riconosciuto un altro. Peggio ancora se sempre quest’uomo arriva ad affermare dinanzi al legittimo desiderio di un tale che vuole seguirlo, ma che desidera parimenti andare a seppellire i suoi genitori “Lascia che i morti seppelliscano i morti”. E di queste perle sulla famiglia (spesso edulcorate dai falsi maestri dello spirito che tendono ad addolcire la potenza della parola) nei Vangeli se ne possono leggere ancora.

Insomma, la famiglia naturale, ossia quella formata da un uomo e una donna non è contemplata nell’essenza pneumatologica, anzi è spesso vista come un intralcio alla sequela di ciò che veramente vale. Perfino Paolo, che pure non era certamente un uomo dalle vedute rivoluzionarie (secondo i parametri moderni) dice con chiarezza  “Non c’è più né uomo né donna…poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù”.

L’avvento dell’era pneumatica dell’uomo, che rappresenta il punto massimo della sua evoluzione e che è significata dall’emancipazione dalla legge naturale a favore di quella spirituale ha una portata profondamente rivoluzionaria.  Chi mi da la vita non è più chi mi genera, ma chi appunto mi da la vita. E dare la vita è qualcosa che sfugge profondamente alla sessualità e ha da fare con qualcosa di più profondo, di più meraviglioso di un rapporto sessuale…

Chi mi da la vita è qualcuno che si avvicina alla morte (tutte le morti) per me, che entra davvero in gioco per me. Tale generazione, poi, può avvenire a qualsiasi età ed il suo segreto è l’amore, profondo, costante, fino al dono della vita stessa, un amore che a volte può assumere il volto della sponsalità (del resto nell’era pneumatica, il rapporto tra Dio ed il suo popolo è segnatamente quello sponsale). Ora qualcuno vuole o pensa che una generazione tale, soprattutto qualora avvenisse tra due adulti, anche del medesimo sesso, non dovrebbe essere accettata e riconosciuta in qualche forma anche da uno stato? Qualcuno può dirsi davvero contrario ad una altezza di amore di tale misura?

Ora, se mi si permette una battuta: vuoi vedere che alla fine di tutto il vero rovina-famiglie è colui che i cristiani chiamano  “Cristo Signore”…?

  

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61 pensieri su “Il vero Rovina-famiglie

  1. Non fa una piega tutto ciò che hai detto e ne sono convinta, ma… per un bimbo le figure dei genitori sono importanti, non come amore, ma figurativamente per il loro sviluppo mentale.
    Poi se sono genitori pessimi è un altro discorso, l’importante essere veramente amati apprezzati e voluti, che in alcuni casi non succede e i danni li verifichiamo sui media. Spero di essere stata in pochino chiara, posso solo dirti che il lavoro (inteso come educatore) di un genitore è tremendamente difficile e varia da caso a caso…. ciao Marina

  2. Da genitore che ama profondamente la propria piccina e cerca ogni giorno di darle tutto se stesso, non posso che concordare, sperando di aver dato davvero “alla vita” questa piccina.

  3. La vita è un uomo e una donna e sono convinta che di queste due figure il bambino abbia bisogno, anche per poter scegliere con equilibrio la sua identità. Ma sono convinta che famiglia è tutto ciò che ti da amore, al disopra del sesso, del colore, delle convenzioni…amare un bambino non ha limite. Famiglia è tutto ciò che non da la vita fisicamente, ma che ti prende per mano e ti accompagna.

    • Scusa mi è scappato il dito (mi succede spesso questi giorni) quello che hai scritto è una riflessione profonda e che va ben considerata, ti ringrazio perchè ho visto altre prospettive a me sconsciute.
      Meli la leggerà domani, ha detto a mente fresca…Kalosf mi impegna a riflettere 🙂

      • Ahahahah anche Kalosf a volte dopo aver scritto riletto e rivisto i suoi post mille volte finisce per avere il mal di testa 🙂

  4. mi limiterò a scrivere che avendone 3
    comprendo di che amore parli….
    io spero solo di crescerli nel modo giusto…
    senza alcun pregiudizio….
    grazie x questa tua riflessione..

  5. Concordo con te Sandro! I genitori biologici possono non amare ciò che hanno generato – spesso succede – e l’amore può arrivare, ad un bambino da persone neppure legate da rapporti familiari, ma da estranei. Il vero amore percorre strade sconosciute, a volte misteriose: bisogn alasciarlo fluire, così come viene. E’ vero: l’Amore non ha sesso, non è maschio, non è femmina, si ritrova, si riconosce in un’immensità di tutto contiene….

  6. Spero aver dato l’amore vero quello completo ai miei figli e mi auguro che loro facciano lo stesso con i loro figli…cmq sia l’amore non ha limiti, va dato incondizionatamente senza nulla chiedere da qualsiasi fonte arrivi. Molto interessante questa tua riflessione. 🙂

  7. Io non sono d’accordo, in quanto tu parli di nascita spirituale ma sentiamo cosa dice Gesù: “Allora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?». 4 Ed egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: 5 Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? 6 Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi»”

    Per Gesù l’unione uomo donna è di importanza vitale e assoluta, perchè? Perchè un uomo e una donna che fanno all’amore e pro-creano sono quanto più vicino ci sia a Dio infatti fanno l’Amore; Dio è Amore. L’Amore non è solo spirituale ma anche carnale, quindi è importante non solo chi ti genera come identità ma anche chi ti genera carnalmente. Il massimo è proprio essere generati carnalmente e cresciuti dalle medesime persone.

    Un uomo e una donna che si amano spirito e carne sono quanto più vicino ci sia sulla terra alla Santissima Trinità, lo dice Gesù non io. Quando rigetta i legami familiari lo fa per indicare che l’amore più grande viene da Dio e da questo tutti gli altri amori per cui amando Dio ami di più e veramente tutti gli altri, compresi figli, mogli etc. etc.

    Per non parlare del fatto che la Bibbia inizia con le nozze di Adamo ed Eva e finisce con le nozze di Cristo con la Chiesa.

    La Bibbia è la storia di un matrimonio, 100% carnale e 100% spirituale.

    • Mia cara amica, in realtà tu sei d’accordo con me più di quanto pensi, perchè la mia visione non si discosta dalla tua, in quanto alla bontà del fatto che un bambino venga “gettato nel mondo” e “dato alla vita” dalle medesime persone. In realtà a ben vedere, il mio post non riguardava nemmeno i bambini, ma le forme generative di amore umano che, proprio sulla scorta dell’amore di Dio, sono molto più ampie di quelle solamente legate alla procreazione (pensa solo ai santi, che possono dire di avere molti più figli di quanti potrebbe averne una famiglia carnale, pensa solo allo stesso Gesù, che non sposò mai nessuna donna, pur essendogli consentito e pur non essendo contrario alla sua stessa missione). Su una cosa però, biblicamente, non mi trovo d’accordo sulla terminologia che tu hai usato. Tu dici “Un uomo e una donna che si amano spirito e carne sono quanto più vicino ci sia sulla terra alla Santissima Trinità, lo dice Gesù non io”. Ecco questa frase mostra due problemi, il fatto che tu colleghi l’amore sponsale alla trinità (cosa non corretta, Gesù è Figlio del Padre non sposo, l’amore che si scambiano non è familiare, ma di altro tipo, nonostante si parli della Trinità come famiglia…cosa che non è e dipende da una pessima spiritualità che ha frainteso molti discorsi dei padri della Chiesa) ed il fatto che tu poni in Gesù l’idea stessa della Trinità, cosa questa che è una contraddizione di termini. Gesù infatti non parla mai biblicamente di Trinità. E’ un dato di fede che nasce dall’esperienza della comunità e che da essa viene riconosciuto, ma mai il Cristo lega la famiglia alla Trinità. Dopo di che, dopo questi piccoli elementi, sono d’accordo con te

      • Colpo di scena: sono un maschio 🙂 detto questo;

        Gesù parla di trinità quando nel Vangelo di Matteo dice semplicemente:
        “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” e nel Vangelo di Giovanni che praticamente è un inno alla Trinità.

        Ovviamente sarei un pazzo se pensassi di aver compreso la Trinità e non la penso come una famiglia ma la famiglia umana uomo donna bambini è la cosa che sulla terra più le si avvicina il luogo dove è più spontaneo iniziare a vivere questo donarsi uscendo da se stessi andando verso l’altro contemporaneamente accogliendolo.

        La Trinità non è solo una formula di fede o un mistero da contemplare. E’ una verità da vivere quotidianamente. Amare Dio e chi ci sta accanto per entrare nel flusso d’amore del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo. La Trinità è una famiglia dove ogni Persona dona tutta se stessa all’altra. Un progetto di vita per tutti.

      • Innanzi tutto ti chiedo scusa. Ho pensato per mesi che tu fossi una donna (per altro una donna dotata di grandissima intelligenza e di profondità mistica non indifferente…cose tutte che adesso penserò di te “maschio”). Solo per ripeterti che ovviamente siamo d’accordo anche in questo commento, anche se io starei attento nel dire che Gesù parla della Trinità, poichè quella formula usata è una formula battesimale che difficilmente Gesù ha utilizzato, ma che probabilmente la prima Chiesa ha offerto in modo liturgico attraverso il Vangelo. Non credo Gesù avesse la coscienza “greca” della Trinità, quanto piuttosto la concretezza tutta ebraica del suo rapporto scandalosamente filiale con il Padre e del suo potere di dare il suo Spirito ai suoi. Detto ciò, ti ribadisco il mio accordo 🙂

      • Nessun problema.

        Mi piace molto quando dici “rapporto scandalosamente filiale” è questo che intendo in un certo senso nei miei commenti precedenti.

        Io non finirò mai di consigliare un libro, quest’estate leggete “Mistica della carne. La profondità dei sessi” autore Hadjadj Fabrice.

        Grazie ancora.

  8. Splendida riflessione, genitore è chi accompagna e cresce con il figlio, chi soffre con lui e gli sta vicino con immenso amore, il fatto di averlo generato non da il diritto di essere genitore, bisogna meritarselo!

  9. In senso generale, caro Kalosf, concordo con quanto tu dici, ma per la mia etica e il mio “ordinamento sociale” ideale non mi ispiro a nessun testo sacro, semplicemente ho abbandonato questo tipo di riferimento, delusa dalla strumentalizzazioni politiche del credo religioso, terrorizzata da ogni forma di “integralismo”. Odio i benpensanti che blaterano dal pulpito e non conoscono né carità, né amore. Io considero tutti gli esseri umani semplicemente persone, senza altra categoria. Fra di loro ci saranno genitori degni e indegni, indipendentemente dal tipo di paternità o maternità (adozione, o concepimento) indipendentemente dal sesso e dal tipo di coppia. Nelle vita pratica, ho notato che spesso la bontà delle azioni sarebbe da valutare a partire dai risultati… Educare è difficile per tutti. Secondo me è ampiamente possibile che un ipotetica coppia omosessuale abbia più “talento” educativo di una coppia tradizionale! Non esiste “l’eccellenza” a priori, le medaglie si conquistano sul campo della vita! Detto questo, il punto delicato della questione è proprio il perdurare di una mentalità oscurantista. Gli ipotetici figli delle coppie omosessuali avrebbero da portare un fardello di sofferenza direttamente proporzionale all’intolleranza della realtà sociale in cui si trovassero a vivere. Spero che i tempi maturino rapidamente, ma purtroppo colgo dovunque segni che mi inducono a pensare il contrario. 😦 Se proprio dovessi fare un aggancio ai comandamenti, sceglierei quello che, in senso stretto, non è un comandamento: “Ama il prossimo tuo come te stesso” , detto comandamento dell’amore o nuovo comandamento, che, secondo me, è la radice di ogni buona azione, anche nel delicato campo dell’educazione dei figli. Questo “comandamento” è molto accogliente, direi che non esclude proprio nessuna persona disposta a praticarlo!

  10. Caro Sandro, il tuo post è interessantissimo. Sai quanto io sia profana sulle scritture ma vado ad istinto. Dove c’è Amore c’è Dio: quindi il bene, se nelle menti non c’è il bene non c’è nemmeno Dio.
    I figli sono la continuazione del Bene ( anche se generati senza la consapevolezza della responsabilità che si deve affrontare ) dovono essere AMATI, guidati, sgridati, coccolati ma non viziati. Secondo me questa è la vera guida che li porterà ad affrontare la vita, che non fa sconti a nessuno…mai. Nessun genitore può mai proteggere al 100 per 100 i propri figli e nemmeno sarebbe giusto. Il genitore terreno (diciamo così ) è come se fosse momentaneamente il surrogato di Dio. Cerco di spiegarmi: Dio ci ha generato e affidato al babbo e alla mamma terreni. Qui arriva il momento dell’amore per crescere la creatura che è ancora un bozzolo di uomo o donna. In questo amore troverà la sua strada, la sua gioia e i suoi dolori…i suoi dubbi e le sue certezze.
    Come noi facciamo con Dio…lo amiamo ma i dubbi ci sono, la ribellione ci prende, ci allontaniamo da lui per poi tornare a chiedere perdono sapendo di essere capiti ed accettati.
    Questo secondo me è L’AMORE.
    Io ho cresciuto ( nel mio primo matrimonio ) i due figli di mio marito ( avevano 2 e 8 anni ) e fare la vice mamma, credimi non è uno scherzo. Li ho e li amo ancora come fossero miei. Avrò fatto tutto quello che dovevo e nel modo giusto ? Lo spero. ora sono due ragazzi adulti e responsabili, seri e consapevoli. Merito del mio Amore o anche del loro carattere di base? Io non ho avuto figli il mio primo marito non ne ha voluti per paura di scatenare gelosie nei suoi. Quindi non sono mai stata una madre a tutti gli effetti…sono sempre andata ad intuito, affidandomi al buon senso e al fatto che li amavo tanto.
    Scusami, sono andata fuori tema ma credo che l’esperienza di un genitore non biologico possa fare testo.
    L’Amore, la buona volontà credo possano aprire le porte dei cuori e se alcuni restano chiusi, non importa, l’importante è averci sempre provato con tenerezza e umiltà nel nome del Bene.
    Ti abbraccio con affetto
    Oro 🙂

    • Altro che se fa testo… Qualsiasi discorso si basi sull’esperienza ha una forza estrema… Ed il tuo discorso proprio perchè vissuto è ancor più sensato… Grazie molte per aver condiviso la tua esperienza con me, con noi…

  11. Il tuo post molto interessante come interessanti sono tutti i commenti… mi pongo una riflessione come noi poveri esseri umani ci arroghiamo il diritto di conoscere l’Amore con la A maiuscola se ne siamo detentori di appena un granello… un’altra riflessione il livello è psicologico come si formerebbe psicologicamente un bambino che si ritrova con due genitori dello stesso sesso in una società dove i più hanno genitori di diverso sesso ci rifletto e rimango perplessa perché non mi so dare risposte esaustive.

  12. Sono pienamente concorde con il plot del tuo articolo e da tempo ne discuto sui blog, trovando però muri respingenti quando accenno alla procreazione assistita, come se questa non fosse un forte e consapevole dare alla vita! E dare alla vita è amore.
    Detto questo, in merito ai possibili figli nelle unioni gay sarei più cauta e mi associo al pensiero espresso da Silviacavalieri; piaccia o meno siamo ancora immersi in una società fortemente eterologa e non pronta ad accettare anche altro. Da insegnante di scuola elementare posso assicurarti che i piccoli faticano ad accettare i matrimoni lampo dei loro genitori. Lo faranno in seguito, oltre l’adolescenza, quando comprenderanno meglio le motivazioni degli adulti. Forse. Ma il percorso infanzia-adolescenza per loro non è una passeggiata. Pensare a un bambino di una coppia gay e a quello che dovrà affrontare a livello societario,nonostante l’amore dei genitori…sinceramente mi fa paura.

    • Vedo il tuo commento solo adesso e con estremo ritardo (mesi di ritardo…) Ti ringrazio per quello che scrivi ed in parte condivido queste paure. Credo che al centro debbano sempre stare i bambini… E questo deve restare fondamentale! Un abbraccio

  13. Da quando ho maturato una mia autonoma visione e valutazione delle cose, e ciò è accaduto prestissimo, sono stato sempre stato dalla parte di chi era nelle situazioni più complesse e meno facili (a partire dal divorzio, poi l’ aborto ecc.). Per me tutto può essere lecito se non si ledono i diritti altrui. Ma il dubbio che un bambino debba subire un complesso e spietato “processo” per farsi accettare come figlio di coppia non convenzionali mi disturba non poco. Chi ne sottovaluta l’impatto psicologico é in cattiva fede o è semplicemente un egoista Poi… a tutti può capitare di nascere da una coppia etero di disgraziati!

    • Premesso che il mio articolo, Lorenzo, non era incentrato sui bambini (nonostante molti lo hanno letto così), ti saprò dire tra qualche anno, quando i bambini delle coppie non convenzionali saranno cresciuti ed inizieranno a vedersi i frutti delle scelte dei genitori. Al momento io ne ho conosciuto uno solo figlio di due mamme, ed era serenissimo (io lavoro molto con i bambini dunque un po ho finito per capirli). Però è un’esperienza troppo limitata la mia… A presto !

  14. No caro Kalosf, il vero rovina-famiglie non è “Cristo Signore”, ma l’uomo stesso!!!
    Ho letto con molto ritardo questo tuo post, ma l’avevo sempre tenuto in memoria nelle mail. Ne è valsa la pena!!
    Ciao, Pat

  15. Pingback: Reinvention 2015: Quando Kalosf scrive “altro” | kalosf

  16. Pingback: Il post più visionato in assoluto di Kalosf | kalosf

  17. stupendo post caro Sandro, mi era sfuggito, grazie per avercelo ricordato oggi. Condivido pienamente tutto ciò che hai scritto. La cosa bella delle ideologie (e il Critianesimo lo è) è che propongono un modello etico e comportamentale che di solito si basa su valori positivi, ma la cosa tremenda è che maturano e si evolvono in modo incredibilmente lento e tardivo. Non dimentichiamoci che il Critianesimo ha seminato morte per secoli, ha mandato a morte streghe e pensatori sopraffini come Giordano Bruno, ha relegato la donna al ruolo di schiava per duemila anni, salvo cambiare idea e rivedere tutto dopo secoli. Cambierà anche il concetto comune di famiglia un giorno, ma la strada è ancora lunga, gli ostacoli del pregiudizio sono enormi.

    • Si… La strada è lunga (e le notizie di ieri ci fanno capire che il potere e la pressione sullo stato sono vizi antichi che permangono), ma la bellezza è che l’orizzonte è davanti a noi!

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