L’angoscia e il dolore. Il piacere e la morte non sono altro che un processo per esistere (F. Kahlo)

  

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48 pensieri su “L’angoscia e il dolore. Il piacere e la morte non sono altro che un processo per esistere (F. Kahlo)

  1. Il dolore e il piacere fanno parte di noi e purtroppo ci sono e noi in alcuni momenti proviamo dolore perchè abbiamo perso qualcosa o qualcuno e quando c’ e il piacere noi li possiamo provare un sacco di belle ma questa cosa ci può portare a fare cose oscure

  2. Il percorso della vita è sicuramente tortuoso ed impervio, ma vale la pena provarlo sia con dolore che con piacere. Bellissimo scatto. Buona giornata Kalosf bisous

  3. Citazione importante ma.. rispondo: accettabile “in parte”. quella che innalzato il Noi, influisce in rebound sullo stato (scelte) individuale (se preferisci, soggettivo). l’altra, quella dell’alterità, può relegare in autocompiacimento o autoflagellazione. Nella piena considerazione del Noi. Scatto magnifico.

  4. Solo per aver citato Frida mi hai reso felice questa mattinata 😀 anche se la citazione è tutt’altro che “felice”… diciamo che per quello che mi concerne può essere un’amara constatazione, ma pur sempre una partenza e men che mai un punto di arrivo. Lei stessa, per quanto ha sofferto, non poteva che saperlo. Ha tentato in tutti i modi (giusti, sbagliati, non sta a me stabilirlo) di ritagliarsi uno spazio felice. E di rendersi donna per quanto non potesse farlo appieno. Lo scatto poi è particolarmente adatto, una struttura bellissima e decadente che attraversa tutto lo spazio; possiamo solo immaginarlo, ma sta per cedere alla forza creatrice/distruttrice della natura. Una bella commistione parole/immagine.
    ps. Buona giornata!

    • Grazie infinite Francesca. Questo sotto percorso del compleblog riferito alla morte, ha lo scopo di attrarre l’attenzione verso la bellezza. So che sembra strano, ma è come un contrappunto alle cose che hanno donato a kalosf tutti gli amici che hanno deciso di partecipare al compleblog. Nei post dedicati a loro, la bellezza è immediatamente visibile, quasi tangibile. In questi post fotografici con citazione, invece la bellezza è come un rimando sottile. Come a dire: soffermati sulle cose belle che hai oggi, guarda la bellezza che ti è donata oggi da coloro che ti circondano. Guarda, apri gli occhi. Ecco tutto qui

  5. Penso che senza gli uni non ci sarebbero nemmeno gli altri, in fondo tutto è basato sulla teoria dello yin yang, dell’equilibrio.
    Buon giornata 🙂
    P.S.
    un altra prospettiva dello stesso stabile, eivdente l’associazione con la morte….

  6. Bellissima foto, bellissima frase ma io desidero percorrere solo la parte felice della mia vita. Jalesh ha commentato che il percorso della vita è tortuoso ma io vorrei continuare ad essere ottimista ed essere felice per ciò che la vita mi ha regalato di positivo. Tutto il negativo cerco di buttarmelo alle spalle. Lo so sono un’inguaribile sognatrice, un po’ bimba nonostante bimba non lo sia più ma questa sono io ed incrocio le dita che tutto vada sempre bene. Ciaooo

  7. “L’angoscia e il dolore. Il piacere e la morte non sono altro che un processo per esistere”
    Ho questa frase in testa da quando l’ho letta e non so come esprimere quello che sento dentro.
    Esisto perchè ho sofferto, ho provato un dolore che mi ha cambiato, sì è così. Le tappe più dolorose della mia vita sono sempre state un punto di svolta, mentre gli attimi di piacere e felicità sono stati meno importanti. Questo affermare la mia esistenza con la sofferenza mi riempie di tristezza. Sarei una persona diversa, sarei migliore, o solo meno amareggiata se la sofferenza non mi avesse cambiata? Questa frase è uno specchio che ho paura di disvelare.
    La foto è ipnotica, mi sono soffermata sulle lunghe ombre del pomeriggio in contrasto esasperato con il bianco della struttura e non sono forse bianche le ossa calcinate dal tempo? Ho visto un esoscheletro che svetta solitario nel contrasto con un cielo brillante.
    (dimmelo quando ti annoierò, ti prego….)

    • Sai mia cara, anche io posso dire la stessa cosa. Una volta mi ponevo le tue stesse domande. E il mio padre spirituale mi disse “Sandro, ma ti ricordi da cosa venne riconosciuto il risorto? Venne riconosciuto per la gloria? O perché era circonfuso di luce? No, figlio mio. I suoi lo riconobbero dalle piaghe”. Come a dire il dolore è ciò che ci rende riconoscibili, che rende il volto il nostro volto. Ma paradossalmente sono anche i segni che ci rendono la gloria…

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