Per Jalesh: Il buio e la luce-la generazione di Kalosf

Ovviamente mi sono fatta un’idea di come può essere Kalosf, ma andando avanti, ormai siamo al secondo anno dall’apertura del tuo blog, ho cominciato a chiedermi chi è Kalosf? Esse e Kalosf sono due personaggi diversi. Come mai? Tutti noi abbiamo un nickename, anche la sottoscritta, ma debbo dire che non noto nessuna differenza evidente fra me e Jalesh, mentre fra Esse e Kalosf esiste secondo me un abisso. Ecco la mia domanda perchè esiste questa notevole differenza? “

Questa domanda non poteva che provenire da una donna di grande raffinatezza intellettuale ed affettiva. In fondo forse è una domanda che molti tra i miei amici si sono posti, ma Jalesh con la chiarezza che le è propria l’ha posta in parole approfittando dell’opportunità del Compleblog.

Prima di iniziare a rispondere due parole su di lei. Già presente l’anno passato come prima ospite del Compleblog 2015, ha la caratteristica web di animare con una presenza costante il multiblog “La nostra Commedia“. In realtà ha un suo blog dove trasfonde le proprie emozioni e la profonda carica umana, donatale anche da una vita che non le ha scontato nulla e che l’ha resa adamantina. La sua direttività si intende anche nel suo modo di scrivere che anche quando poetico, conserva sempre una parte di profonda chiaroscuralità. La sua presenza, una delle primissime di Kalosf è davvero un dono. Mia cara Jalesh ecco la mia risposta. E grazie di cuore per aver posto la domanda.

Con questo post intendo aprire un discorso sul quale mi ero ripromesso di tornare appena possibile, poichè forse c’è una storia che deve essere narrata al fine di chiarire qualche passaggio che potrebbe apparire quanto meno oscuro sulla generazione di Kalosf.

Il blog, come già sapete benissimo, nasce quando, lasciando un social fotografico, cercavo uno spazio adeguato al mio bisogno di comunicare attraverso le fotografie e le parole. L’incrocio tra scatti, filtri e parole è stato perciò quel mix necessario alla creazione di Kalosf. Sul nome del blog mi sono già soffermato a suo tempo, perciò non mi dilungherò.

Il passaggio sul quale voglio fermarmi un momento con voi è invece quello relativo alla generazione di Kalosf (che ha spiazzato non pochi amici e forse la stessa Jalesh se mi ha posto la domanda sulla diversità tra le due entità).

Innanzi tutto vorrei togliere di mezzo qualsiasi dubbio: non sono (almeno normalmente) una persona dissociata (anzi, credo di essere fin troppo strutturato, purtroppo). Quando il blog è stato creato Kalosf era Sandro e viceversa. Eravamo una “sola persona”. Man mano che però andavano venendo fuori gli scatti ed i commenti, si è iniziata ad imporre (all’inizio per gioco, invero), una sorta di differenziazione tra il fotografo (che poi è in realtà colui che filtra gli scatti) e colui che invece scriveva i testi delle foto, ossia io. Il momento di snodo è avvenuto grazie a Meli, l’intelligente figlia di Fulvia (oltre che una delle mie “follower” più amate ed una fotografa in erba davvero bravissima), la quale ha posto il problema alla sua mamma sulla mia sanità mentale 😉

A quel punto Meli mi ha davvero fatto rompere gli argini per dare vita ad un personaggio come Kalosf, figura del tutto oscura e profondamente differente da me, il quale ha assunto immediatamente un suo contesto esistenziale ed una sua libertà nei confronti del suo autore, spingendosi alla creazione di suoi rapporti propri con i lettori attraverso i suoi diari (per altro molto commentati da chi ha scelto di leggere le pieghe esistenziali di questo personaggio così complesso).

Attraverso Kalosf ho compreso pienamente il concetto di sub-creazione di memoria tolkeniana. E’ vero cioè che nonostante io sia l’autore di Kalosf, il personaggio creato ha assunto una sua libertà, una sua vita che io posso solo descrivere, ma non decidere, nè preordinare. In qualche modo, in un luogo in cui si trova una casa dai tetti rossi di fronte alla quale vi sono dei giardinetti, ecco, in qualche luogo, Kalosf esiste a suo modo davvero…

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55 pensieri su “Per Jalesh: Il buio e la luce-la generazione di Kalosf

  1. Come ti ho sempre detto io non ho mai diviso i due personaggi Esse e Kalosf perché sono parti di Sandro e basta. Ognuno di noi, che lo voglia mostrare o meno, ha il suo lato oscuro e quello più positivo, tu hai solo deciso di dare voce ad entrambi come se fossero due unità distinte, ma non lo sono. Una compensa l’altra e anche il lato oscuro serve, riesce a vedere negli angoli più bui e a cogliere sfumature invisibili ai più…. questo è solo il mio pensiero 🙂

  2. C’è modo e modo di creare un personaggio, cercando di non farne un’icona ma conferendogli capacità e possibilità espressive, oltre che emotive, molto efficaci. Nel caso tuo, con la sobrietà che ti contraddistingue, ci sei riuscito alla grande. 🙂

  3. Meli: ciao Kalosf/Sandro, mi sento quasi in colpa per aver fatto rompere gli argini, ma lo psicoterapeuta non te lo paga 🙂 e ti dico perchè, Kalosf crea immagini, Sandro scrive parole meravigliose, l’acombo è perfetto. Siete due ma sei uno, il mio preferito.
    Mamma ha detto: no comment 🙂

  4. Secondo me c’è parentela, ma non identità fra un personaggio e il suo creatore. Le libertà che il personaggio si prende (la sua vita in qualche modo indipendente) non sono altro che un escamotage della psiche dell’autore per dar voce e volto alla sua completa identità.
    Come scrittrice, specialmente nella stesura dei miei primi libri, ho avuto spesso la travolgente esperienza di essere appena lo scrivano, che si affannava, a un ritmo spesso estenuante, a registrare o trascrivere le bizzarre gesta e opinioni dei suoi personaggi, che vivevano sotto i suoi occhi di vita propria.

  5. Molto soddisfatta dalla tua risposta evinco che la creazione di Kalosf non è tanto la tua parte oscura ma la parte che noi tutti a volte non sappiamo di avere. E tu con questa scissione sei riuscito a tirarla fuori ed a dare vita a tutta la tua essenza in questo personaggio abbinato strettamente a Sandro. Grazie per l’affettuosa presentazione che mi hai fatto, sei dolcissimo. Bisous ❤

  6. Ecco, grazie per le risposte. Mi ero infatti chiesto anch’io l’origine del nome e nonostante sapessi vagamente il significato di Kalos, non riuscivo a spiegarmi la “f”, alla fine pensai si trattasse del cognome e vedo di averci azzeccato. Per quanto riguarda l’altra faccia della medaglia, il Kalosf che tiene il diario, devo dire che nei primi giorni in cui visitavo questo blog ho avuto un po’ di confusione anch’io, poi però è stato tutto più chiaro mano a mano che leggevo i post. Beh, ecco tutto, è sempre bello conoscersi meglio. Buona serata! 🙂

  7. Non capisco bene l’ultima parte di questo post e sinceramente per me è un po’ difficile capire anche l’esistenza dei due modi di porsi diversi. Non so… forse sono troppo schietta…

  8. Non avevo colto questa dicotomia. Il fotografo e il poeta/filosofo per me sono tutt’uno, cambia solo lo strumento, il linguaggio, ma l’anima è sempre la stessa. A meno che non mi sia perso qualche cosa…

  9. Una dissociazione è sempre presente, in tutti noi, noi siamo due unità dissociate ed inscindibili, siamo materia e spirito, l’uomo è materia, ma si eleva solo grazie al suo spirito, perché è la mente che controlla il cervello, che possiate crederlo o no, Però questo gioco delle parti, così come tale è la vita, è piacevolissimo, perché condotto con una grazia estrema, che ci fa sperare, ci fa sempre sperare, che per l’uomo, in un tempo non troppo lontano, ci sarà una salvezza, e lo dico da non credente.
    Buon compleblog Kalosf.
    Un ammirato e affezionato seguace.

  10. Carissimo è naturale avere sentimenti diversi o due entità come dici, sinonimo di creatività fantasia intelligenza. Io non m’intendo di psicologia ma mi pare che abbiamo tutti più di un IO… se qualcuno riesce farne uscire qualcuno in più beato lui. So che Sandro si combina con Kalosf in una sinfonia unica regalandoci parole e scatti di umanità con intelligenza e sopratutto sensibilità ciao 🙂

  11. Non so se ho colto il punto della questione, ma non ci trovo niente di strano, principalmente perché ho vissuto qualcosa del genere in prima persona. Quando crei non sempre sei in te, anche se i confini sono gli stessi… la mente, il cuore, le aspirazioni… tutto può proiettarsi in milioni di sfumature. Io e l’altro me siamo una cosa sola e non lo siamo, perché separati da tempo e carattere, aspirazioni conquistate e delusioni. Il punto di vista “esterno” che mi fa vedere il mondo nella sua completezza e che mi fa riprendere fiato quando ne ho bisogno. Il confronto che è necessario avere. Ecco cos’è per me, l’altro da me che abita la mia pelle.

  12. Felice di vedere anche Jalesh, qui, che ovviamente non poteva mancare.
    E sono felice della domanda posta, perché nonostante avessi già anche letto e commentato il tutto nei Diari, mi ha permesso di comprendere meglio le due “persone” che fanno parte di Sandro 🙂
    Grazie

  13. Non pensavi che bastasse solo un like, vero? Avevo bisogno di riflettere un po’.
    Sai, io in fondo non credo che esista una dicotomia così grande tra K ed S, come non credo che K sia solo una creazione, un altro da te dotato di una sua autonomia.
    Se fosse un personaggio costruito, progettato a tavolino per carpire la benevolenza di chi legge, allora potrei dire che sì, in effetti siete due entità distinte senza nulla in comune.
    Il fatto stesso che tu parli di K come di una creazione, fa capire come sia molto parte di te, come ciò che tu credi di inventare per il tuo personaggio sia in realtà una elaborazione inconscia del materiale già sparso nella tua testa.
    Potrete non avere gli stessi ricordi, ma i suoi ricordi saranno pur sempre scaturiti da tuoi ricordi, anche se differenti, le emozioni che prova saranno comunque legate a tue emozioni precedenti, magari grezze e rimaste sotto la pelle, ma è da lì, da quelle gemme emotive che scaturiscono i pensieri di K.
    Inventare, dopotutto, non serve a nulla se non conosci già ciò che stai inventando. In qualunque ambito credo sia importante parlare di ciò che si conosce, se non altro per non giocare con chi sta leggendo.
    Se qualcuno poi decidesse di assecondare la finzione, fingendo che sia vero, penso sia chiaro che lo fa solo perchè gli va.
    Rispetto ad altri “personaggi” costruiti per far discutere, provocare o respingere, io vedo nel tuo intento qualcosa di irrazionalmente positivo, non mi sento presa in giro, nè spiazzata dalle provocazioni.
    Per questo rimango e ti rinnovo la mia stima per la tua ricerca di luce ed il mio affetto per il tuo essere molto imperfettamente umano.

    • Il tuo commento ha una profondità pari alla sua complessità. La mia risposta è piuttosto semplice: e se io e te fossimo creature di uno scrittore di blog che racconta di come mela e Sandro ragionino su kalosf, essendo diventati ormai amici? Chi può dire quale profondità ha lo spazio o quante dimensioni esistono davvero… Kalosf, hai ragione mela, è materiale grezzo. Concepito e scritto in 3/4 giorni, sparso per la durata di qualche mese. La sua fine mi è nota. Non il percorso di devastazione per giungervi. È un eroe negativo. A suo modo. E credo che finirà per soccombere a se stesso. Ma la sua storia per quanto scritta è ancora da scrivere. Come i suoi commenti ai vostri commenti 🙂

  14. Ciao ka… finalmente ho potuto leggere tutto in un’unica volta… senza riappiccicare i pezzette! non è facile far vivere ed interagire due facce di una medaglie. Tutti abbiamo in noi un sandro, solare, allegro, divertente, carnale… e un kalosf, più guardingo, buio e riservato… sarà pure una creazione che magari prima o poi lascerai andare, ma sei stato bravo a scindere… bacini!

    • 🙂 sai Ale io credo che nella vita ci sono dei momenti che procedono ad incastro. Kalosf è una sorta di punto di incontro non solo di fili esteriori ma anche di fili interiori. È una sorta di realtà nella realtà… Ultimamente mi sembra che la realtà sia una sorta di pozzo dove la dimensione principale è la profondità… Magari ne scriverò in un post successivo…

      • hai ragione ka! magari kalosf è arrivato in quel momento proprio perchè allora sarebbe dovuto arrivare… un attimo prima o dopo e neache te ne saresti accorto…
        la profondità è una delle dimensioni piu importanti!

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